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Di Ambrogio Crespi - 27 gennaio. Giornata della memoria. Nelle nostre menti rimane indelebile, il ricordo della Shoah, il drammatico sterminio del popolo ebraico, perpetrato dalla follia di Adolf Hitler.

6 milioni di persone uccise; donne e uomini di tutte le eta’; giovani, anziani, bambini sacrificati all’ideale funesto del perfezionamento della razza.

Davanti ai nostri occhi, come uno struggente film muto vive ancora la consapevolezza del male e della sofferenza di cui solo l’uomo a volte sa essere capace. Leggi tutto »

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Nel nostro Paese la politica è un’attività fondamentale, appassiona e divide ed è protagonista, nel bene e nel male, della vita di tutti i giorni. Da una parte c’è una struttura ideologica armata ed attrezzata, dall’altra reti di rapporti tra cittadini ed imprese non sempre trasparenti ma che animano, agitano e appassionano gli italiani.

Oltre alla dialettica contrapposta tra guelfi e ghibellini, rossi e neri, la politica si mostra anche attraverso linguaggi diversi che alimentano intelligenze vive e voraci. Si tratta di un’attività umana importantissima per l’Italia che non può sparire per colpa di un vuoto di rappresentanza generato da una classe dirigenziale nominata e paracadutata dall’alto, in un Parlamento che non è espressione della complessità della gente. Leggi tutto »

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Non più tardi di ieri davanti alla Annunziata minimizzava la rivolta dei Forconi siciliana declassandola a semplice protesta, poi i sospetti di mafiosità che riguardano quasi ogni cosa che tocca la Sicilia aveva fatto pensare che i motivi e le ragioni della rivolta non fossero tali da potere essere un problema.

Oggi la Cancellieri si sorprende preoccupata perché la gente per strada non è più in Sicilia, ma passa da Genova, Bergamo, Roma solo per citarne alcune. La rivolta attraversa il paese anche se coinvolge alcune categorie specifiche; non è estesa non è di massa. Non passa attraverso i partiti storditi ed avviliti dalle loro meschinità, non passa attraverso i sindacati, esce dagli schemi alimentata dal disagio economico che si sta estendendo a macchia di leopardo. Leggi tutto »

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Il 21 gennaio 2011 quattro persone venivano uccise nella piazza principale di Tirana, uccise da colpi di fucile sparati dal palazzo del governo, governo presieduto da Berisha e il cui ministro degli interni era Lulzim Basha.

Quattro persone possono sembrare poche e gennaio del 2011 può sembrare lontano, ma il vento di rivolta, di cambiamento che ha stravolto tutto il Mediterraneo si è fermato sui Balcani. In Albania una democrazia non compiuta ha portato all’isolamento di quella terra. Le elezioni farsa tenute nella primavera del 2011, dopo conte e riconte e addirittura un cambio di legge elettorale a urne aperte, hanno spinto la Comunità europea a tardare il processo di integrazione di questo Paese. Leggi tutto »

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Altro che i Maya! Era il 21 luglio scorso quando dicevo: “Se la classe dirigente non ricostruisce un rapporto con i cittadini verrà cacciata coi forconi”.

Oggi leggiamo sui quotidiani di un movimento che dei forconi ne ha fatto un simbolo per la protesta contro una classe politica che non riesce a governare e che non sa farsi portatrice delle esigenze di gran parte della popolazione. Una rivolta di contadini, operai, pescatori, camionisti che parte da Palermo e dalla Sicilia ma chissà che non si svilupperà in tutta Italia.

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Sono stato all’estero alcuni giorni, proprio mentre in Italia la Costa Concordia finiva sugli scogli dell’Isola del Giglio.

Vedere dall’estero le immagini del mio paese, sentire i commenti al limite della derisione, è stata una pena aggiuntiva. D’altronde non è necessario mettersi in viaggio… è sufficiente fare uno zapping approfondito per accorgersi che questa nave ribaltata campeggia nei Tg di tutto il mondo. Leggi tutto »

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Disinnescati i falchi del Pdl che sull’arresto di Cosentino avrebbero alimentato lo scontro.

Ridotta a pezzi l’opposizione che esce maciullata e divisa come quella leghista (svuotata da ogni retorica, anche se Maroni sconfitto nel “palazzo” ora scatenerà la base contro Bossi e assisteremo alla parcellizzazione rissosa anche della Lega).

Ridicolizzata l’altra opposizione parlamentare, l’Italia dei Valori, da parte del politico più amato d’Italia, Giorgio Napolitano, che mai, dico mai, ha risposto ad un parlamentare come ha fatto ieri con Di Pietro (che visto a PiazzaPulita ieri sera era ancora in stato confusionale).

Emarginata e ridotta ad un ruolo residuale l’opposizione extraparlamentare di Sel & company, con Vendola suo leader eclissato e costretto ad incassare il declino di consensi che lo ha portato per la prima volta, qualche giorno fa, ad essere escluso dalla TopTen di Datamonitor dei governatori, avvicendato da Stefano Caldoro che nella classifica è entrato per la prima volta. Leggi tutto »

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