Beppe Grillo ha già convocato la rivoluzione generale urlando al golpe. La piazza di Roma si è riempita di rabbia nei giorni in cui è stato eletto Napolitano. Poi Beppe Grillo all’appuntamento con la rivoluzione non si è presentato, perché non l’aveva messo ancora in palinsesto. Ma partendo da quella piazza e dalla rabbia diffusa che misuriamo quotidianamente nei confronti delle istituzioni, nei confronti dei politici, e delle forze dell’ordine (vedi gli incidenti di ieri a Milano), la tensione si percepisce a vista d’occhio, sale giorno per giorno.
Il governo Letta rappresenta un antidoto da un punto di vista delle risposte, deve immediatamente darne sul lavoro, e in parte lo ha fatto, attraverso una rappresentazione di coesione tra le forze politiche deve tracciare un percorso di speranza e mentre gli interventi sul lavoro, sulle tasse, hanno dei costi che determinano lo spostamento di risorse, la ricerca di risorse economiche che ovviamente si fa fatica a trovare, c’è invece un aspetto che genera speranza e fiducia che sono le riforme, quelle riforme che non costano niente, anzi, che migliorano l’efficienza della macchina dello stato riducendone oggettivamente i costi. Leggi tutto »



















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