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LA VERITA’ DI TAVAROLI ALL’INFEDELE DI GAD LERNER, A ME HA CONVINTO.

16 set 2008
TAVAROLI

TAVAROLI

Quella di ieri sera è stata una serata televisiva densa, e non mi riferisco certamente dell’Isola dei Famosi Luxuria a me sempre più ignoti, in cui uno sguardo veloce è rimbalzato su un certo Giuseppe Lago e su una che senza trucco sembra un noioso ragioniere di Banca.

Quindi di corsa sottocoperta a rifugiarsi all’Infedele di Gad Lerner che ospitava Giuliano Tavaroli al centro dell’inchiesta della Procura di Milano sui dossier illegali (chiusa prima dell’estate in vista della richiesta di rinvio a giudizio per 34 persone e per le due societa’ Telecom e Pirelli indagate in base alla legge 231 del 2001) che rappresenta uno degli scandali più drammatici che ha visto il nostro Paese. Di fronte a Tavaroli, Massimo Mucchetti, vice direttore del Corriere della Sera, una delle vittime dell’azione di “dossieraggio” di Telecom, che mi è parso troppo coinvolto e distratto dalla cura delle sue unghie, Peter Gomez invece attento e puntuale, ma pacato ha spesso messo in luce gli aspetti più interessanti della questione, non cito Concita De Gregorio, neo direttore dell’Unità, troppo spesso beccata in castagna dallo stesso Tavaroli a confondere la sua personale idea delle cosa come fatti conclamati.

Tavaroli ha scritto un libro (che oggi ho iniziato a leggere) uscito da poco e intitolato SPIE (edito da Mondadori) insieme a Giorgio Boatti, esperto di spionaggio e presente al dibattito che ha rappresentato la traccia di una delle tramissioni più interessanti ed utili degli ultimi tempi. Realizzata in “casa Telecom” cosa difficile da vedersi sia in casa Rai chee tantomeno a Mediaset.

Tavaroli tra le altre cose ha detto: “Ho pensato di essere una persona che comunque ha servito il Paese e l’interesse del Paese anche nel suo ruolo privato di responsabile della security di una grande azienda”. Affermazione discutibile, ma a me Tavaroli è piaciuto, serio, lucido ma con un capo “Tronchetti Provera” che davanti alla “mala parata” gli ha scaricato tutte le responsabilità accusandolo di avere usato il suo nome in modo improprio, insomma un mitomane, un millantatore.

Io non so se Tavaroli è innocente o colpevole, quello che so è che tanto per cambiare il colpevole viene deciso durante le indagini da PM e media, sentenze spesso sommarie che rappresentano condanne preventive che difficilmente un tribunale riesce a confutare, Quindi il “colpevole” Tavaroli a me è molto più simpatico e sicuramente più sincero del suo ex capo Tronchetti, abile, furbo e “innocente”.

Ma gli occhietti furbetti di Tavaroli che rimbalzano sotto le ciglia aggrottate nascondono ancora tanti vizi e segreti di una classe dirigente che in questi anni ha volato per lo più ad altezza cesso, ma per sapere tutto, bisogna avere pazienza. E solo una questione di tempo, quello che la cronaca non dice, non potrà essere negato alla storia.

… ma ora ri-apre la terza camera a Porta a Porta c’è Berlusconi, che è in odore di santità. Imperdibile.

luigi crespi

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10 commenti a “LA VERITA’ DI TAVAROLI ALL’INFEDELE DI GAD LERNER, A ME HA CONVINTO.”

  1. marco scrive:

    suu tronchetti condivido il tuo giudizio, ma tavaroli mi ha dato l’impressione di essere un’imbroglione

  2. jo' scrive:

    tavaroli, nasconde delle verità, francamente questo è un crimine

  3. claudia scrive:

    A ME NON è PIACIUTO GAT, IERI SI E’ VENDICATO DI TRONCHETTI, FRANCAMENTE DISGUSTOSO

  4. GIULIO scrive:

    francamente io ho preferito l’isola

  5. Gianluca scrive:

    Curioso e sfizioso, intrigante e quindi invitante. Celio sul fatto
    che sarebbe stato ancor più gustoso se da esperto sullo spionaggio
    ci fosse stato mister Piccone (e lui ci sarebbe venuto, non avrebbe
    certo fatto il prezioso) ma all’intento di esser più popolare e più
    deciso nel far audience e nel far nome televisivo quanto
    Vespa/Mentana/Santoro/Floris (che in questi giorni e forse anche
    prima, è raramente nominato al fianco dei televisivi suddetti il
    televisivo Lerner) prevalse quello di non rischiare una situazione
    ingestibile con una popolarità chiassosa da picconaia.

  6. alessandro scrive:

    una grande occasione sprecata, si è parlato solo di “fuffa” con il
    povero Mucchetti a fare la figura del livoroso. Mai una domanda
    diretta a Tavaroli, che intanto pontificava e dispensando “letture”
    sulla deriva dei servizi di security. E per chiudere un bellezza il
    servizio finale sulle ronde padane e la rivelazione che Alemanno ha
    vinto le elezioni solo grazie alla paura.

  7. Fausto scrive:

    Quello delle intercettazioni è un grandissimo business per “tutti” ed in particolare per chi come la Telecom ha in mano il potere di farlo autonomamente avendo a disposizione la rete telefonica delle centrali di intercettare chiunque sia sul fisso che sul mobile ! Meditate gente Meditate…

  8. Angelo Jannone scrive:

    Fuori luogo e dietrologo il suo commento Fausto. C’è ben poco da meditare. Nessun atto dell’indagine dice che in Telecom si intercettasse chicchessia. Prima di parlare bisognerebbe conoscere le carte e se non fosse sufficiente a convincerserne, i meccanismi aziendali, di Telecom o di altri operatori telefonici per comprendere quanto sia impossibile. E’ come il luogo comune di chi pensa che la droga sequestata venga rivenduta o consumata dalle forze di polizia.
    Angelo Jannone

  9. leon scrive:

    ho letto due volte il libro di “tavola” e fantastico ……leggere in diretta la vita di una pesona dell’operativo, molto esperta in materia, essere calpestata con poco senso…per una battaglia che lui, e i suoi colleghi, svolgono giornalmente… credendoci nel propio lavoro e nell’italia, per rendere un po piu decente la vita migliore a tutti noi..io sono con loro, oltre che essere un appsionato di sicurezza spionaggio e antiterrorismo, grido a gran voce. meno male che cè gente cosi…..

  10. Patrich Raffa scrive:

    Ricordo ai lettori come “Fausto” che di intercettazioni, nella vicenda Telecom, non ve ne è una che sia una!
    Se parliamo di dossieraggio…forse, ma di intercettazioni nessuna.
    La domanda semmai dovrebbe essere. “è corretto in Italia che una azienda di rilevanza internazionale faccia attività informativa per tutelare il patrimonio aziendale (anche se in queste “indagini” rientrasse il papa)?”
    Secondo me si!
    Patrich Raffa

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