MI FA MALE QUELLO CHE MI MANCA E GIORGIO GABER MI MANCA SEMPRE DI PIU’. CHISSA’ CON QUALI OCCHI RACCONTEREBBE I NOSTRI GIORNI
Mi manca, ed è una mancanza fisica, anche perchè non è raggiungibile con una telefonata. Spesso mi domando cosa direbbe Giorgio, come rappresenterebbe i nostri giorni, e mi rendo conto di sentire un vuoto, l’assenza di un punto di vista grazie al quale capire, che costa fatica ma dà una gioa infinita.
Capire non vuol dire risolvere problemi, ma lui rappresentava un antidoto all’assuefazione, al brutto, al banale, al conformismo. Era un flash nella notte, un lampo di luce nel buio.
Era? E’!! Certo perchè basta riascoltarlo, ci ha lasciato tutti gli stumenti e tutte le parole che servono, basta riascoltarlo, ma farlo con metodo, va somministrato come una medicina, assunto come un elisir dell’anima non solo di quella civile.
Mi consolo, ma mi manca, anche se sento sempre più forte la sua presenza nelle cose che penso, e in quelle che sento, che ancora non prendono forma in quelle che dico.
luigi crespi
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Articoli
mi batte il cuore, ma caro crespi hai scritto una cosa vereissima
|Lasciato il 16 Novembre 2008 alle 19:16|E’ VERO, PROVO LA STESSA SENZAZIONE, E RIASCOLTARLO MI RENDE MELANCONICA, STESSA COSA MI CAPITA CON FABER, FABRIZIO DE ANDRE’, MA DALLE COSE CHE SCRIVI E CHE PUBBLICHI MI PARE UN EMOZIONE CONDIVISA
|Lasciato il 16 Novembre 2008 alle 19:18|GABER UN GENIO PURO
|Lasciato il 16 Novembre 2008 alle 22:17|Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono…
|Lasciato il 16 Novembre 2008 alle 23:51|