BOFFO SI E’ DIMESSO, BRAVO! MA NON E’ UN MARTIRE

Ho letto con attenzione e considerazione le motivazioni con cui il direttore di Avvenire ha presentato le sue dimissioni. Dolenti ed addolorate, meritano il rispetto dovuto sul piano personale.Ciò che non capisco è la ragione per cui Boffo parli di un’attacco laicista, ritenere Feltri o il governo Berlusconi paladini della laicità mi pare però quanto meno astruso.
Boffo gioca a fare il martire e sbaglia, se la solidarietà dei Vescovi fosse stata compatta, non si sarebbe dimesso. La verità è che anche dalle sue parti distinguo e riserve non sono mancate e queste pesano nella sua scelta obbligata.
Certo aveva un’alternativa alle dimissioni, mettere sul tavolo le carte processuali che il gip di Terni ha giustamente segretato, ma le sue dimissioni difendono il segreto di quelle carte, che solo lui potrebbe rendere pubbliche. Capisco, anzi intuisco le ragioni e non sarebbe neppure giusto infierire su una persona che mi pare abbia pagato un prezzo alto, ma sia chiaro non siamo davanti nè ad una vittima né ad un martire.
luigi crespi
Tags: Avvenire, Dino Boffo, Il Giornale, Vittorio Feltri










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tutti bravi a fare le puttane vergini…
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 12:26|pensate se al posto di Boffo, ci fossero incappati Belpietro o Feltri o Fede : RICHIESTA DI SCIOGLIMENTO DELLE CAMERE, BERLUSCONI CONVOCATO AL COLLE, SANTORO DIRETTORE TG1, TRAVAGLIO DIRETTORE TG2, DI PIETRO PRESIDENTE DELLA CAMERA, DE BENEDETTI SANTO SUBITO!
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 12:27|vergognamoci del governo!!!!!razzista e xenofobo!!!!!!!
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 12:28|e’ una “vittima” ma se fosse stato in Russia sarebbe stato peggio…
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 12:28|bisognerebbe trovare il modo di “attenzionare” o indagare su Feltri: non credo che sia un’anima pia e candida
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 12:29|E’ stato dimesso, Crespi.
Crepe evidenti nel circuito Cattolico, l’errore di Bagnasco 2 giorni fa, non potevano che portare alla conferma delle dimissioni : gli hanno dato la possibilità di un’autodifesa che non prova niente di difensivo.
E’ comunque una brutta pagina d’informazione.
Saluti.
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 12:34|Ma questo fenomeno si può chiamare “outing”? cioè il rivelare che una persona sia gay, anche contro il suo volere. Se questa candida persona ammettesse di essere gay, che problema ci sarebbe? probabilmente che non sarebbe in linea con la considerazione del Vaticano sui gay…. Ignobile l’attacco di Feltri perchè fatto a fini politici, ma anche i cattolici potrebbero rasserenarsi ed ammettere che tra di loro ci sono tanti gay, che avrebbero bisogno di più diritti e di tutele.
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 12:39|La vicenda è disgustosa da qualsiasi parte la si guardi.
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 12:39|L’epilogo, con Boffo che se la prende con i laicisti e il senatore Quaglairiello con la sinistra, è demenziale.
Prr fare i moralisti tocca esserlo,a napoli dicono a boffo ca nussum e fisso !
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 13:23|BASTA CON ILCASO BOFFO,EX-DIRETTORE DI AVVENIRE,HA VERAMENTE ESAUTORATO L’ELETTORATO DI ALCUNI GIORNALI…QUINDI DICIAMO BASTA AI DIRETTORI DI PARTE CHE VOGLIONO A TUTTI I COSTI DEMONIZZARE L’AVVERSARIO.
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 14:20|Ma Berlusconi sa quello che dice ” nel vdeo?” Credo prprio che straparli, sta andando alla fine della sua parola e del suo governo!
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 14:49|per gigi: ignobile l’attacco di Feltri perchè fatto a fini politici? Perchè, quello di Repubblica a Berlusconi cos’era? E come mai attaccare il premier è libertà e democrazia e attaccare uno come Boffo è killeraggio? Cari compagni, la pacchia è finita!! Avete trovato pane per i vostri denti. Quando smetterete di fare “le anime candide” e reputarvi i “migliori a prescindere” e comincerete a discutere del merito delle scelte politiche e non di chi le fa, allora avremo un’Italia migliore. Finchè cercate tutte le scuse per ribaltare i risultati elettorali a voi sfavorevoli, resterete sempre una minoranza. E le minoranze, ameno che non facciano la rivoluzione ( ma non avete più le palle), non contano.Amen.
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 15:03|Prendersela con Berlusconi è da pazzi. Chi lo tira in ballo e parla di dittattura è un comunista pazzo. Un repubblichino debenedettiano animato solo dal livore. Il danno che cdb, repubblica e mauro stanno facendo all’Italia è incalcolabile. SI VERGOGNINO !!!!
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 15:29|Non capisco perchè i media italiani abbiano ritenuto morale accanirsi spietatamente, per mesi contro il presunto puttaniere, peccatore Silvietto, mai condannato per reati a sfondo sessuale mentre ora, gli stessi media, provano pietà per il condannato, presunto peccatore Boffo. Anch’io, comunque, ritengo che Feltri si sia dato al killeraggio. Il killeraggio, però, altro non è che, penso, la scontata conseguenza di una precedente tempesta di merda. Dimentichiamo tutto rapidamente, se possibile.
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 15:32|Intanto,pensiamo alle banche le quali si procurano il danaro quasi gratis dalle autorità europee per comprare immediatamente i nostri titoli di stato realizzando in poche ore corposi guadagni. Il piccolo rendimento dei titoli, indecente per i rispamiatori, basta ed avanza per garantire ad esse eccellenti guadagni senza impegno alcuno. E intanto lasciamo che ognuno si arrangi a letto come può o come gli pare fermo restano il fatto che nessun condannato per qualsivoglia reato connesso al sesso ha le carte in regola per insegnarci la morale.
In questo frangente, mi dolgo soprattutto per gli omossessuali per bene (e sono la stragrande maggioranza). Loro sanno benissimo così un gay e cos’è un frocio molestatore (Bravo Grillini). Così come gli etero sanno benissimo distinguere tra i sani appetiti e le robe da porco.
Feltri non e candido ma e furbo come il mio gatto che non si fa mai beccare non come il mio cane che lui fa le marachelle e poi sta li sul posto
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 15:35|può essere vero: ma tutti hanno le loro pecche e i propri difetti. E in quanto a MORALITA, Feltri, che e’ un grandissimo giornalista, non può parlare. basta aggirarsi nelle redazioni dei suoi giornali per capirlo
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 15:35|Concordo!
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 15:35|finalmente….
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 15:36|Abbiamo veramente toccato il fondo, il capo dello stato che da mandato al primo dei suoi tirapiedi di infangare uno dei suoi presunti nemici con informazioni false, lo stesso infangatore che canta vittoria sapendo bene che non c’era nulla da festeggiare e noi che stiamo quì a disquisire.
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 15:51|Fino a quando certe cose capitano agli altri…. bè allora tanto è lo stesso, ma quando capiteranno a noi?
Anche lei Crespi dice che sì è vero, ma in fondo non è poi così grave quello che è successo, ma se lo avessero fatto con lei! sarebbe dello stesso parere.
Io non lo sò ma ho l’impressione che se si sdogana l’uso di certi mezzi per ranggiungere l’obbiettivo, i risvolti non saranno negativi solo per alcumùne persone in vista, ma portroppo per tutti noi
da che pulpito vengono le prediche. vediamo se il voltagabbana o come dimo a Pg il cagabugie Crespi ha il coraggio di pubblicare: Luigi Crespi, il sondaggista di Berlusconi, sarà così anche il sondaggista della tv pubblica. I concorrenti hanno sempre rimproverato a Datamedia di essere, prima che una società di rilevazioni demoscopiche, uno strumento per creare consenso: a Berlusconi e Forza Italia, sempre premiate con numeri mirabolanti. Come la Diakron di Gianni Pilo nel 1994, oggi Datamedia sembra, più che un¹indipendente azienda di sondaggi, una macchina da guerra per produrre e aumentare consenso attorno a Berlusconi.
Lo shopping
Nel 2000, Datamedia, piccolo sondaggificio di casa Berlusconi, comincia a cambiare pelle. Si trasferisce in una nuova, lussuosa sede nel centro di Milano e inizia un ricco shopping: acquista quote di agenzie e aziende, creando un vero e proprio gruppo nel settore comunicazione e pubblicità, sotto la sigla Hdc. Sono entrate a far parte della famiglia Datamedia-Hdc la web agency Light planet, l’agenzia di pubbliche relazioni Metafora di Sergio Vicario, la società di direct marketing Datacontact, la casa di produzione Alto Verbano di Renato Pozzetto, l¹agenzia di pubblicità Show up e la centrale media Dataplanning. Poi Crespi ha comprato la Cirm di Nicola Piepoli e ha tentato di comprare anche la Directa di Giorgio Calò. Infine ha rilevato il 20 per cento del quotidiano di comunicazione “.com”.
Crespi, da TvBank al successo
Il creatore di questo piccolo miracolo italiano è Luigi Crespi, oggi massiccio presidente di Hdc Datamedia Group. Da giovane era schierato a sinistra, era un funzionario del Pci. Poi divenne socialista e restò affascinato da Bettino Craxi. Nell¹ambiente delle ricerche di mercato entrò negli anni Ottanta, quando aprì una piccola sede nella scintillante Milano da bere e cominciò a rilevare gli ascolti delle tv locali: per conto di TvBank, l¹associazione delle 600 piccole antenne che affollavano l¹etere, cercando faticosamente di ritagliarsi uno spazio tra i giganti Rai e Fininvest. TvBank, l¹Auditel delle antenne locali, in quegli anni era per Datamedia l¹unico lavoro di peso. Ma non godeva, nel settore, di grande considerazione: gli ascolti di Telepicchio o di Retepallino erano praticamente indimostrabili, e stupiva la precisione con cui quella piccola struttura milanese riusciva invece a fornire, regione per regione, provincia per provincia, il numero degli spettatori giornalieri. Qualcuno, nel settore delle tv, diceva apertamente che i dati erano un po¹ arrangiati, e che si poteva intervenire presso Datamedia per renderli migliori: ma sono solo cattiverie, pettegolezzi indimostrabili. Datamedia, però, intanto cresce. Dopo il 1993 si butta sui sondaggi politici. All¹inizio compiace un po¹ la Lega, allora allo stato nascente. Poi se la inimica per sempre: Umberto Bossi la attacca senza troppe perifrasi, com¹è suo stile, in una trasmissione televisiva di Antenna 3, il 21 dicembre 1996. “Quel signore che era lì”, dice riferendosi a Crespi, “quello che dava i dati fasulli e ripreso anche da Gianfranco Funari un tempo, perché falsificava sistematicamente tutti i dati lavorando spesso per Berlusconi…”.
Con toni più morbidi, anche gli operatori del settore non risparmiano critiche a Crespi: “Per me Datamedia non esiste”, dichiarò Nicola Piepoli del Cirm, “non appartiene all¹associazione italiana degli istituti di ricerca e neppure a uno degli organismi di controllo internazionali che radunano i ricercatori nel campo del marketing politico. Poi ognuno è libero di farsi fare i sondaggi da chi ritiene più affidabile. Io dico solo che i sondaggi sono esplorazione dell¹opinione di oggi, non previsioni su quello che potrà avvenire domani…”.
Datamedia tenta di entrare nell¹associazione che riunisce le aziende del settore, la Assirm. Ma è respinta: alla votazione degli associati non raccoglie neppure un voto. L¹esclusione però non pare averla danneggiata: l¹azienda di Crespi è cresciuta in visibilità, dimensioni, fatturato. Oggi occupa la prestigiosa sede che fu dell¹Olivetti. A un collega sondaggista che lo criticava per i suoi dati troppo favorevoli a Berlusconi, Crespi ha risposto: “Io non sono uomo di Berlusconi. Semmai di Marcello Dell¹Utri”. Tra gli operatori del settore, del resto, circola da tempo una leggenda: Datamedia sarebbe cresciuta, dopo il tramonto della Diakron di Gianni Pilo, con capitali riconducibili ad ambienti Fininvest e a Berlusconi. Ma fin qui potrebbe essere solo folklore. La domanda di sostanza che i sondaggisti si pongono è più radicale: Datamedia è davvero un¹azienda indipendente, o è un braccio del partito-azienda di Berlusconi?
Arrivano i soldi
La domanda sull’origine dei soldi di Crespi oggi trova una risposta, almeno parziale: il generoso finanziatore di Hdc è Efibanca, la banca d’affari della Popolare di Lodi, già a suo tempi generosa con Berlusconi e la Fininvest. Nell’autunno 2001, infatti, arriva il partner finanziario che ha dato ossigeno a Crespi: Efibanca ha rilevato l’11 per cento di Hdc, sborsando 11 miliardi di vecchie lire. Dunque ha dato al gruppo l’incredibile valutazione di 100 miliardi, ben 27 volte (come ha scritto l’Espresso) il margine operativo lordo ottenuto nel 2001, anno in cui Hdc ha fatturato 96,2 miliardi di lire. Non solo, Efibanca ha anche prestato alla Hdc 25 miliardi, sotto forma di obbligazioni da convertire in azioni al momento della quotazione in Borsa, oggi programmata per il 2004. Un bel rischio, in questi tempi di crisi borsistica.
I poster di Silvio li paga Datamedia
Una prova dei rapporti diretti tra Datamedia e Forza Italia è stata scoperta dal settimanale “Diario” nell’autunno 2001. Il settimanale ha scovato una comunicazione emessa da Marketing place srl, la società di Milano che curava la pianificazione dei manifesti elettorali di Forza Italia: “Oggetto: Campagna affissione Forza Italia dal 12/03/2001. Con la presente Vi confermiamo la prenotazione del lancio per l¹affissione in oggetto, come da dettaglio impianti per località allegato. Dati per l¹emissione del modulo d¹ordine: inviare a Marketing place, via Mascheroni 15 per il controllo, intestato Hdc Datamedia spa, vicolo San Giovanni sul Muro 1, Milano”. Un altro foglio intestato Marketing place aggiunge: “In allegato alla presente Vogliate trovare il prospetto inviatoci dalla Hdc Datamedia spa, relativo alle date di pagamento delle campagne Forza Italia”. Il prospetto citato allinea una serie di date e cifre: periodo, importo, scadenza, pagamento. Sette tranche per le affissioni dell¹anno 2000, ciascuna per importi che vanno da 1,7 a 2,5 miliardi. Totale: 15 miliardi. La data indicata per il primo pagamento è l¹8 marzo 2001, l¹ultimo è per il 15 aprile. Nota finale: “E via di seguito per le campagne del 2001″. Questo è il prospetto che nella comunicazione di Marketing place risulta “inviato da Datamedia”: dunque l¹azienda presieduta da Crespi risulterebbe essere la reale organizzatrice della campagna d¹affissioni di Forza Italia.
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 16:03|Ciò è compatibile con il suo ruolo di rilevatore di propensioni e intenzioni di voto? E, ora, di rilevatore pagato dalla tv pubblica?
Silvio Berlusconi, ospite di Bruno Vespa a Porta a porta, ha cercato di ridicolizzare un sondaggio elettorale Explorer pubblicato dal quotidiano “La Stampa”, con la motivazione che a realizzarlo sarebbe stato un sociologo “comunista”, Stefano Draghi. Ma se è vero che Datamedia organizza la campagna elettorale di Forza Italia, che credibilità possono avere i suoi sondaggi?
Sempre il solito tema di lana caprina : sdoganare certi mezzi è un obbrobrio.
Vero, può essere vero : ma quando per mesi l’hanno fatto altri e senza nessuna prova o condanna, come altri hanno fatto rilevare, dove eravate a scrivere di “obbrobrio antidemocratico” ?
La premiata ditta B&D, che scrive su Repubblichella3000, il Marconiglio velinaro e “scrittore” delle procure ( sino a quando va in ferie con mafiosi ), che sono stati e continuano ad essere, portatori di verità ?
Certo che discutere di chi sia stato il primo a far partire i casini è sempre partire e discutere da “aficionados” di una parte o l’altra, ma sino a quando non si coglie che si devono scrivere gli stessi concetti e anatemi su chi si ritiene essere “dalla nostra parte ideologica e politica”, si cade nelle invettive che magari si mascherano contro altri ma poi sono rivolte sempre a chi si confronta direttamente.
Torniamo a Bomba : Boffo poteva rimanere in una struttura direttamente emanatrice ed emanata dal Vaticano ?
Cosa ha di serio, una difesa contro Feltri che al suo interno ( difesa da 10 punti del giorno 03-09-09 letta e presa dal sottoscritto sul Corriere della Sera ) in cui vi è questa frase : “Boffo nonostante il pesantissimo attacco diffamatorio del Giornale non intende consegnare niente e nessuno al tritacarne mediatico generato e coltivato dal Giornale.” ???
Cosa c’è di serio e corretto da una persona, Boffo, che parla di un collaboratore assunto e preso dalla Comunità di Don Gelmini, morto di overdose e che sarebbe il responsabile delle telefonate e poi si scopre che il padre del ragazzo lo vuole denunciare perchè IL FIGLIO NON è MAI STATO IN COMUNITA’ E L’AUTOPSIA HA DIMOSTRATO CHE NON ERA UN DROGATO MA CHE LA COCAINA L’AVEVA ASSUNTA PER LA PRIMA O SECONDA VOLTA ?
Non sono un ragazzetto, i 60 li ho passati ed ho sempre detto, quando ne ho avuto l’occasione, anche da giovane, che non ho niente contro i gay, non li capisco ma non ho niente contro di loro, però : avendo visto e conosciuto certe situazioni ed alcuni casi, basta che stessero lontani dal sottoscritto e dalla sua famiglia, non abbiamo bisogno di certe “divulgazioni di orgoglio” e/o di proselitismo, come di falsi moralisti e/o di bacchettoni a comando e/o orologeria.
Magari gli stessi che 3×1 di ogni giorno, hanno scritto ed operato contro il Vaticano e la Fede Cattolica.
Saluti.
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 16:19|Crespi ha un Blog, questo, dove sino ad ora NON ha mai cancellato qualcosa, però credo ci sia un limite a tutto.
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 16:25|2 considerazioni : la prima è che, come dicevo da altre parti, l’odio e il livore si sa dove alberga e questo post ne è la dimostrazione.
Secondo : chi, Diario ?
La stessa struttura con lo stesso “padrone comunista condannato per falso” ( e mi fermo qui ) ???
gianfiorello,credo di sapere chi tu sia,troppo avvelenato,penso che i calci nelle palle che ti hanno dato per poltrone perse,ti abbiano fatto diventare così,acido rifletti
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 16:38|Caro Crespi, lei scrive “le carte processuali che il gip di Terni ha giustamente segretato”.
Premessa la mia massima stima nei suoi confronti, devo obiettare osservando che quel “giustamente” è di troppo. Credo che a ben pochi sia concesso il beneficio della semi blindatura di un atto giudiziario. Ritengo che il giudice in questione avrebbe dovuto fornire semplicemente tutto, previa l’eliminazione delle generalità delle altre persone citate. Sarebbe bastato un po’ di bianchetto qui e là. Troppa deferenza verso il clero ed i suoi attaché.
Vecchia storia
“Come era bella la perla del Trastevere!
Le treccie brune, foltissime; e gli occhi! il loro lampo colpiva come folgore chi ardiva
affissarla. A sedici anni il suo portamento era maestoso come quello di una matrona antica. Oh!
Raffaello in Clelia avrebbe trovato tutte le grazie dell’ideale sua fanciulla colla virile robustezza dell’omonima eroinache si precipita nel Tevere per fuggire dal Campo di Porsenna.
Oh sì! era pur bella Clelia! E chi poteva contemplarla senza sentirsi ardere nell’anima la viva fiamma che usciva dalle sue luci?
Ma le Eminenze? Codeste serpi della città santa, i cui cagnotti con ogni più vile arte di
corruzione cercavan pascolo alle libidini dei padroni, non sapevan forse che tale tesoro viveva nel recinto di Roma? Lo sapevano. E una fra l’altre agognava da qualche tempo a far sua quella
bellezza che discendeva dai Vecchi Quiriti.
Inizia così il romanzo di Giuseppe Garibaldi intitolato Clelia, ovvero il governo dei preti.
Consiglio la lettura al sito:
http://www.liberliber.it/biblioteca/g/garibaldi/clelia_ovvero_il_governo_dei_preti/pdf/clelia_p.pdf
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 16:53|Cari amici, fare un blog ti espone, Gianfiorello riporta delle OPINIONI sul mio lavoro. Sono e restano opinioni che i fatti hanno smentito.
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 17:31|Io non mi offendo e non mi agito e non cancello.
Liberi di pensare e di esprimere punti di vista ma attenti a confonderli con i fatti.
… comunque io organizzo campagne elettorali e faccio sondaggi e questo in modo trasparente e npn vi è nessun conflitto tra queste sue attività, se si è credibili, anche quando si sbaglia.
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 17:34|… ma non capisco perchè si parli di me.
quoto crespi, galantuomo e grande stile. bravo
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 17:51|pacatamente mi sento di dire che Crespi ha dato una lezione di stile, dimostgrando di sapere gestire un blog e di non avere paira del dissenso. capisco perchè non lavora più con Berlusconi
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 17:52|Bene a fatto a rispondere Luigi e bene ha risposto. ma bene ha fatto gianfiorello a postare una cosa che riteneva valida. poi chi vuole si fa una propria idea
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 17:54|oggi e non da oggi crespi non è da considerarsi tra i Berlusconiani e credo che non lo fosse manco quando lavorava per forza Italia
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 17:55|sono d’accordo con guido ma gianfiorello ha pubblicato il suo post per dire “guardate che crespi è un berlusconiano e quindi quello che dice non è credibile” Io non so cosa sia Crespi ma questo blog è una cosa seria e le sue posizioni non mi sono mai sembrate suggerite da un padrone, anxi l’ho letto spesso molto critico nei confronti di Berlusconi, ma forse mi sbaglio io. comunque io trovo il blog e crespi stimolanti
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 17:58|http://www.terninrete.it/headlines/articolo_view.asp?ARTICOLO_ID=195624
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 18:24|nel suo piccolo, invece, un piccolo martire: un’altra (vostra?) vittima. il carnefice, però, è stato assai maldestro, e presto si accorgerà di avere fatto autogol. la prudenza non è mai troppa…
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 18:26|Un martire? certo no. Una persona civile e dignitosa, sicuramente.
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 18:39|é tutt’altro che un Martire….hai visto ha cercato di gettare le colpe su di un morto !hai visto cosa fanno i Pretini….Il Clan chiesa è compatto ,sanno quello che fanno.
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 18:54|Cari compagnucci,
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 19:01|siete sempre uguali a voi stessi. Come pecore lobotomizzate, vi mettono un ditino nel sedere e voi, tutti in coro, fate beeeh..
Allora vi dico una cosa, che voi col vostro livore da animali non capirete, ma la speranza è l’ultima a morire: Boffo, e quelli come lui, sono solo degli ipocriti moralisti del menga, e il migliore di loro ha la rogna. Perchè il Boffo ha un problema: è un molestatore, condannato da un tribunale. Ergo, non rompete le palle sul fatto che sia gay o no, cosa irrilevante. E’ uno che ha molestato una donna. Punto. Ora, a voi piace sentire i sermoni con la bava alla bocca di personaggini così: è un problema vostro.
Per concludere, uno dei vostri vati preferiti, tal Ezio Mauro direttore di Repubblica, è un (autoproclamato) evasore fiscale. Proprio lui, quell’idiota che bofonchia tutti i giorni di legalità et similia.
Conclusione: teneteveli, questi figuri, e firmate con tutti i vostri amici leccaculi appelli, mozioni, comunicati. Ma basta essere persone normali per accorgersi che politicamente siete zero, e come uomini siete, se possibile, messi ancora peggio.
Con tanto, e sentitissimo, disprezzo.
Da questa vicenda esce con le ossa rotte la Chiesa.
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 20:11|Mettere uno come Boffo a dirigere il quotidiano della Cei è come mettere un pedofilo a dirigere un carcere minorile.
Si devono vergognare i Vescoi che lo hanno difeso, così come hanno difeso pagando centinaia di miliardi i preti pedofili americani.
VERGOGNATEVI TUTTI. Se questa è la Chiesa di oggi è meglio essere agnostico.
Boffo non è un martire, giusto.
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 20:25|Come non lo sono quelli che gridano all’attentato alla libertà di stampa per aver ricevuto una denuncia.
Verso la fine del 1996 Romano Prodi, presidente del consiglio da pochi mesi, querelò Il Giornale, chiedendo un risarcimento di 9 miliardi di lire (dell’epoca…). Dove erano tutte le prefiche che oggi si strappano vesti e capelli? Non ricordo di averle viste in azione.
Per la cronaca, allora il tribunale diede torto al capo del governo. Non vedo perché la cosa non dovrebbe ripetersi oggi. E dunque, cosa c’è da starnazzare tanto?
Beh, si starnazza come starnazzarono le tivvù e i giornali del padrone allora. Ma su una cosa concordo con te: anche stavolta, il tribunale darà torto al capo del governo.
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 23:08|Mettere Boffo a dirigere l’Avvenire è come mettere un pedofilo a dirigere un carcere minorile. Non so, non sono di chiesa, non frequento ambienti pedofili e non sono mai stato in carcere. Però posso garantire che avere berlusconi come capo del governo, è come aver affidato ad un baro il mazzo di carte.
|Lasciato il 4 settembre 2009 alle 23:17|Boffo molestatore. Il problema riguarda i suoi. Penso a Berlusconi che le minorenni non le molesta, ma se le compra. Uno molesta e l’altro corrompe. Però uno dirige un giornale e morta lì. Il corruttore, ha in mano i nostri destini e auguro a tanti d voi destrorsi, Bill per primo, che tra le sue mani amorevoli ci passino presto le vostre, di figlie…
bill, mentre noi cerchiamo di sfuggire al ditino, vedi di toglierti il cipresso che in quel luogo ti ha piazzato con tua gioia e sollazzo il grande imbonitore…
Il “ditino” da “timoniere”, l’hai da tempo avuto in regalo da D’Alemallah.
E non te ne sei accorto, ma puoi fare una verifica immediata : leggi l’intervista che oggi ha dato al CORSERVA e l’articolo su Libero sulle ESCORT di Tarantini, i REGALI di Tarantini, gli “uomini di D’Alemallah” nel sexigate Pugliese.
Poi, portaci qualche prova su Berlusconi, di cui cinciate senza mai portarle in visione.
Mentre qui ci sono, eccome se ci sono.
Su Boffo : ma perchè non parlate mai nel merito, sempre su un atto da libera informazione su Il Giornale, mentre non avete mai niente da dire sulle falsità conclamate ( vedi il processo d’Appello a Scalfari, condannato in primo grado ) di Repubblichella3000 e company ?
Letta l’ultima notizia che conferma ciò che una settimana fa, qualcuno scriveva e cioè che “Boffo era attenzionato” dalla Questura di Milano ?
Quel qualcuno scriveva che “Boffo era conosciuto per le frequentazioni nei luoghi di ritrovo omosessuali” : chi ha scritto che non era vero, oggi cosa ci dimostra sulla “libertà di informazione”, che svolge un ruolo da “schiena ricurva sotto il peso dell’ideologia sinistra” ( in tutti i sensi ) ???
Ahahah, “poveretti”, come disse “un politico importante sui lettori de Il Giornale”, lui sì vero “democratico”, sbagliando la mira.
|Lasciato il 5 settembre 2009 alle 09:37|Preciso che non sono un seguace di Berlusconi e non voto per lui. Tuttavia non gli sono neanche pregiudizialmente ostile, riservandomi di giudicarlo di volta in volta in base alle mie convinzioni e cercando di non farmi condizionare da stampa e tv. Disapprovo il modo con cui la sua vita intima è stata messa in piazza, cosa mai accaduta in questo paese (non in quella misura, almeno) nonostante che, ad esempio, nella prima repubblica se ne facessero di tutti i colori. Però si aveva il buon gusto di cessare la polemica politica là dove incominciava la camera da letto.
|Lasciato il 5 settembre 2009 alle 09:44|Ma non posso dimenticare che i primi a gettare in pasto all’opinione pubblica le sue faccende private sono stati sua moglie e lui stesso, che per risponderle – invece di alzare la cornetta del telefono – si fece confezionare su misura una puntata di “Porta a Porta”. Sicché trovo del tutto fuori luogo la sua ennesima lamentela («la stampa scrive solo il falso»). La smetta con questo stucchevole piagnisteo: i panni della vittima gli si addicono come a me quelli di un cardinale. Cerchi invece di ricordare (e l’invito va rivolto anche alla parte avversa) che l’Italia ha problemi molto più seri che non la quasi trentennale guerra per bande tra lui e lo “Svizzero”.
Sbagliato egregio Baroni. Vero che ci ha fregato d’alema, quando ha provato a mettere in piedi la bicamerale, credendo nella buona fede di un bandito come silviopapi. Vero che d’alema, che si era preso per napoleone, ha voluto dimostrare un’ingiustificata magnanimità nei confronti del re dei magliari e ha impedito che si facesse una legge sul conflitto di interessi. Ma per quanto riguarda Boffo, esiste una multa per molestie. Il ministro delgi interni, il vostro ministro, dice che non esistono informative e comunicazioni riguardante i gusti sessuali di Boffo, come non esiste nulla sui gusti di Bondi, immagino, e ci mancherebbe altro. QUi non è di gusti che si parla, ma di reati. Boffo non ha santi in paradiso, o forse non abbastanza potenti. Silviopapi, che si fa le minorenni, si. E soprattutto ha avvocati, un Ghedini o un Ghedoni, come dice il buon gasparri, capace di tirarlo fuori dalla merda con un escamotage o l’altro. E ha una compagine di giannizzeri, dai meno noti come lei a kamikaze pubblici come Feltri, pronti a difenderlo senza se e senza ma. Secondo una logica davvero credibile: tutte le accuse rivolte al capo sono sempre false, tutte le accuse che il capo rivolge ad altri, sempre vere. Insisto, fate attenzione al cipresso che il ducetto vi ha infilato dove non si dice…
|Lasciato il 5 settembre 2009 alle 11:50|[...] dal blog di Luigi Crespi [...]
|Lasciato il 5 settembre 2009 alle 13:04|D’Alema chi, il congiuratore contro la sua stessa parte politica (Natta, Occhetto, Prodi, Veltroni…)? Quello dei “capitani coraggiosi” e della “banca d’affari di Palazzo Chigi”? Quello che è contro il lodo Alfano, ma si è servito dell’immunità da parlamentare europeo per uscire dall’inchiesta di Valentina Forleo? Quello che condanna le denunce ai giornalisti, ma chiese 3 miliardi a Forattini per una vignetta? Quello dell’ “Operazione Arcobaleno”? Quello che è contro la guerra, ma prima ancora che il Parlamento votasse per la messa a disposizione (solo “messa a disposizione”) delle nostre basi aeree, aveva già mandato i bombardieri in Serbia?
|Lasciato il 5 settembre 2009 alle 14:28|…e potrei continuare…
extramuros scrive:
Sbagliato egregio Baroni
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Nessun sbaglio, lo prova il tipo di risposta che conferma ciò che ho scritto : cianciate senza prove, come qualsiasi persona di malaffare che per coprire i propri guai, cerca di scaricarli su altri, ovvero come è stato insegnato nel tempo, dalla Lubjianka ( o dalle Frattocchie ).
Il “mantra” del conflitto d’interessi è stato capito alla grande : solo un Governo Berlusconi ha fatto la Legge, però mica solo D’Alemallah non l’ha fatta in questi 15 anni.
Bocciato, torni a scuola, ovvero vada a Bari a Parlare col sindaco Emiliano : si farà una “cultura”.
|Lasciato il 5 settembre 2009 alle 18:13|Ho letto questo Blog : interessante.
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Caso Boffo e dintorni. Ecco qual è la vera posta in gioco
di Gianteo Bordero
bordero@ragionpolitica.it
sabato 05 settembre 2009
|Lasciato il 7 settembre 2009 alle 10:00|[...] nasce come reazione, come vendetta alle dichiarazioni del presidente della Camera sul caso Boffo. La mia opinione sul caso la conoscete ed è inutile ripeterla, e aldilà dei toni francamente fastidiosi di Feltri, il suo errore sta nell’analisi politica: [...]
|Lasciato il 7 settembre 2009 alle 20:36|Analisi politi9ca ?
A proposito, eccone una.
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Boffo-gate: le dimissioni e la sinistra dei quadrinariciuti
6 settembre 2009 di Simone82 Leave a reply »
E ci risiamo: gli inguaribili trinariciuti con il buco aggiunto mettono in campo la loro superiorità morale e con grande non chalance falsificano la storia, la ribaltano. D’altronde, l’ambiente di provenienza è sempre quello, e si chiama PCI, tanto per milioni di elettori che lo votavano fino a qualche anno fa, tanto per le decine di politici che affollano il centrosinistra odierno.
E così dunque, imbastire una campagna gossippara di livello internazionale per affondare Berlusconi è soltanto un mezzo illecito per raggiungere un fine lecito, dunque come scrisse qualcuno una volta tutto fa brodo quindi campa cavallo. Le intercettazioni illegali, le foto rubate, le escort e le minorenni inventate sono l’idilliaco quadretto nel quale scavare la fossa del Cavaliere. Non importa che in Puglia la sinistra stia per attraversare uno dei più grandi scandali giudiziari della sua recente storia, non importa che nelle regioni rosse di mezza Italia le procure siano oramai piene di faldoni contenenti i nomi di uomini del PD e amici vari: tutto ciò viene artefattamente occultato, trasformato, relegato in trentesima pagina. Da mesi la politica ha abbandonato la scena democratica italiana: con un partito che non ha più nulla da dire, l’ultima arma rimasta era il gossip. L’ultima arma, quella definitiva, quella che avrebbe portato alla rottura definitiva del saldo rapporto tra Governo, Chiesa ed elettorato cattolico. Avrebbe…
Ovviamente, dopo il ribaltone il secondo: Berlusconi cita per danni (non querela, cita per danni, che è altra cosa) i giornali protagonisti di questa campagna? Apriti cielo, ecco tornare sulla terra l’Anticristo, ecco risorgere Hitler, ecco aprirsi gli steccati del ventennio. Franceschini però avverte: “La democrazia italiana ha anticorpi forti e di vecchia data”. È verissimo leggenDario, tanto è vero che infatti il gossip non ha spostato di una virgola l’elettorato, tu sei rimasto sull’orlo del precipizio, anzi Berlusconi ha pure guadagnato in fiducia secondi i principali sondaggisti.
Dopo il primo ribaltone, il giochetto della doppia morale: sparare a zero contro Berlusconi è lecito, insultare perfino i suoi figli anche è lecito, inventare notizie false e tendenziose anche questo è lecito. Provare a fare questo giochetto contro qualcuno della sinistra? Vergogna, killeraggio, menzogne, insulti inauditi… Pubblicare una sentenza vera che apre gli armadi a mostrare gli scheletri di lor signori, questo è illecito: se l’armadio era di Silvio invece, Feltri sarebbe stato portato in trionfo, con tanto di corona di alloro. Invece è soltanto un meschino, perché ha dato il via (lui!!!) ad una corsa verso il baratro.
Sulla Gazzetta dello Sport il mitico direttore Candidò Cannavò teneva una rubrica dal titolo “Fatemi capire”: ecco io voglio capire perché pubblicare foto illecite sia un esercizio di libertà di stampa, mentre pubblicare una sentenza di condanna (cioè un atto pubblico) sia una intimidazione mafiosa. Voglio capire perché se Berlusconi cita per danni un giornale che gli da del pedofilo (il più carino degli insulti per altro) sia mettere un bavaglio alla stampa, mentre se una escort cita i giornali di destra perché raccontano la verità è soltanto una donna che difende il suo onore. Voglio capire perché per mesi, mesi e mesi nessuno si è mai scandalizzato del gossip berlusconiano, anzi ci è sguazzato dentro scoprendo che poi nuotare nella merda non è così male, salvo poi erigersi a paladino della privacy quando il gossip colpisce uno di loro. Voglio capire perché Concita De Gregorio è sempre dalla parte delle donne, ma questa volta è dalla parte del molestatore, con buona pace della donna molestata. Voglio capire perché ora che di mezzo ci sono andati Boffo e Mauro è necessario abbassare i toni, mentre avremo potuto andare avanti per mesi se l’unico gossippato fosse stato il Cavaliere. Voglio capire perché Boffo ieri era l’inqualificabile omofobo e l’oscurantista antiabortista, ed oggi è il paladino della libertà ed il martire della lotta contro Berlusconi. Voglio capire perché la sinistra sta con la Chiesa solo quando le fa comodo, cioè solo quando si paventa una possibile frattura con Berlusconi. Voglio capire a cosa si stia riducendo quell’ectoplasma che è il PD, oramai tutto piegato sull’antiberlusconismo: ah, bei giorni quelli in cui Veltroni annunciava una svolta nella politica dei democratici del Paese! Vorrei capire dove sono i Travaglio ed i Fuksas di turno quando si scopre che l’evasore dichiarato è il direttore di Repubblica Ezio Mauro, quando in tribunale ci finisce la giunta di sinistra pugliese per una storia di appalti sanitari, fondi forse occulti e finanziamenti illeciti al partito.
Voglio capire, ma non ci riesco, o forse non sono capace. Una cosa la capisco: che di fronte a questa sinistra, di fronte a certi ambienti cattolici che magari non saranno cattocomunisti ma invece di essere cristiani sono di sinistra, non sarà difficile continuare a votare a destra contro la sinistrorsa ideologia del nulla. Potrei dire: beh così è troppo facile, non c’è gusto. Purtroppo questo ci tocca…
Boffo si dimette e tutti a piangere per lui, la CEI in primis. Boffo si dimette e secondo Madama La Marchesa ciò è la massima espressione del potere dittatorio berlusconiano, della sua volontà di ridurre a zero la stampa nemica. Boffo si dimette forse perché è un condannato per molestie ed un bugiardo smascherato? Boffo forse si dimette perché invece di raccontare la verità tenta di nasconderla accusando un uomo morto? Boffo forse si dimette perché invece di pubblicare le carte che lo scagionano, proclamando così la sua santa innocenza, preferisce adottare schemi incompatibili con il suo ruolo di direttore di un giornale cattolico? Macché, Boffo si dimette perché è la vittima di Feltri e dei suoi scagnozzi, in definitiva la vittima del potere di Arcore. Nulla da dire come professionista, ma come uomo era diventato di fatto incompatibile con la carica che ricopriva. Troppo comodo però per la sinistra, e poi come lo ergiamo a icona della libertà di pensiero e di espressione? Se non fosse che, ovviamente, per la sinistra la libertà di pensiero e di espressione è solo quella di infamare e di insultare Berlusconi e tutti coloro che lo sostengono, perché quando la libertà di pensiero e di espressione li colpisce direttamente, siamo alla barbarie. Il classico schema della doppia morale, di cui dalle parti di Botteghe Oscure ma non solo sono maestri mondiali.
Boffo è oggi il nuovo eroe usa e getta della sinistra, dopo le eroine Noemi e D’Addario: funzionerà finché funzionerà, ovvero funzionerà prima che dalla mitologia si passi alla realtà dei fatti. Dopo? Dopo avanti il prossimo mito: e poi si chiedono perché sono piantati al 26% e perdono sempre… Finché il suo elettorato, turandosi il naso e tutti gli orifizi del corpo, continuerà ad accettare questo modo di fare politica (ovvero il nulla), continuerà a godere del suo essere trinariciuto con il buco aggiunto, non ci sarà partita. Una volta parlare con un elettore di sinistra significava confrontarsi sui massimi sistemi, sull’economia, sulla società, su diversi sistemi di pensiero e diverse ricette per migliorarle: oggi, parlare con uno di sinistra significa sedersi dal parrucchiere a farsi raccontare il colore degli asciugamani di Villa Certosa così come riferiti dalla escort di turno. E la chiamano politica? La chiamano alternativa di governo? Che c… Oramai, dalla demenza profonda in cui è scaduto l’intero centrosinistra, ci si aspetta solo un tributo alla scemenza universale, e nulla più.
Almeno Boffo, molestatore, moralista smascherato e bugiardo come te, l’ha fatto…
http://www.cristianesimo..altervista.org/blog/2009/09/06/boffo-gate-le-dimissioni-e-la-sinistra-dei-quadrinariciuti/
|Lasciato il 8 settembre 2009 alle 00:07|Altra voce di analisi politica.
|Lasciato il 8 settembre 2009 alle 09:11|——————————-
«L’imbarbarimento dell’intreccio politico-mediatico è responsabilità di chi, come “Repubblica” e “Avvenire”, ha finora usato la stampa come strumento di parte anziché di informazione». L’associazione di giornalisti Lettera 22, diretta da Paolo Corsini e che conta circa 400 iscritti, prende posizione e lo fa con una serie di riflessioni sul proprio sito internet http://www.lettera22.info. In un articolo pubblicato sulla home page si legge: «La querela del premier contro il quotidiano progressista e l’inchiesta del “Giornale” di Feltri sulla moralità di Dino Boffo, (ormai ex, ndr) direttore del quotidiano dei vescovi, sono opinabili dal punto di vista dello stile ma legittimi, proprio in base alla prevalenza sostenuta da sinistra, della libertà di stampa su qualunque altra valutazione. Chi di sputtanamento ferisce, spesso, dello stesso perisce» conclude con ironia l’intervento. Sempre riguardo al caso «Avvenire», un altro post a firma di Roberto De Mattei sostiene: «Al di là del disgusto per l’intera vicenda, quel che appare grave ai semplici fedeli, non è l’attacco a Dino Boffo di Vittorio Feltri, che in fin dai conti fa il suo mestiere di giornalista, ma il silenzio con cui lo scandalo giudiziario è stato fino a oggi coperto da chi aveva il dovere di intervenire».
Aspettiamo con pazienza che la Giustizia faccia il suo corso e vedremo se le cose dette da LaRepubblica e L’Unità sono supportate da fatti veri o falsi. Stà di fatto che alle domande poste dai giornali un uomo pubblico Capo del Governo non può esimersi dal rispondere con il massimo dettaglio e trasparenza e senza menzogne e reticenze alcune. Berlusconi ha già perso diverse cause per motivi analogi con giornali e giornalisti. Il problema vero è uno solo: Il nostro Capo del Governo, la persona che ci rappresenta nel mondo intero, è una persona onesta e moralmente irreprensibile o è un puttaniere e buffone che dice un mare di cazzate in giro per il mondo e cura in special modo i suoi interessi personali ed affaristici anzichè curare gli interessi degli italiani e dell’Italia? Se questo dilemma è comune a tutti gli italiani, di destra, centro e sinistra, allora è interesse comune di tutti fare chiarezza su questi punti e non già fare confusione e sollevare un polverone coinvolgendo Boffo, e quanti altri possibili, pur di non raggiungere il vero obbiettivo circa la chiarezza e la verità dei fatti. Forse la confusione serve solo perchè l’eventuale chiarezza e verità sono molto scomode a Berlusconi ed ai suoi amici. Credo che ci sia poco da discutere su questi dati di fatto su cui bisogna ragionare. Così stanno le cose. Se io vengo accusato d’essere un delinquente, mi difendo dimostrando di non esserlo e, se necessario, per questo vado davanti ad un giudice fino all’ultimo grado di giudizio, sicuro e fiducioso nella Giustizia, perchè se sono innocente avrò certamente ragione. Questa è la mia posizione e credo debba essere la posizione di tutti, Berlusconi compreso in primis.
|Lasciato il 8 settembre 2009 alle 22:25|In merito alla tua affermazione :
“Ciò che non capisco è la ragione per cui Boffo parli di un’attacco laicista”,
ti consiglio di leggerti il 5° intervento alla discussione “Il caso Boffo – articolo di Messori” aperta sul forum di Crossing.it, a questo indirizzo : http://www.crossing.it/forum/il-notiziario-f34/il-caso-boffo-articolo-di-messori-t5582.html.
Tale intervento risponde in maneira esaustiva alla tua domanda.
|Lasciato il 24 settembre 2009 alle 15:12|felicitations belle feste di tutti i santi e benedette anime desde santa maria de villamar!
|Lasciato il 31 ottobre 2009 alle 23:15|