IL “BE-BE’” AMMAZZATO NELLA CULLA DAL CSM
Prima dell’intervento di Silvio Berlusconi al simposio internazionale del Partito Popolare Europeo il dialogo tra le forze politiche ed istituzionali del nostro paese sembrava ormai incardinarsi in modo naturale rendendo feconda questa fase storica così difficile e conflittuale e consegnando al futuro quelle riforme strutturali che necessitano all’Italia e agli italiani per poter vivere meglio nel Paese e competere sul piano internazionale. Invece il discorso di Berlusconi davanti ai leader democristiani europei ha rappresentato una “martellata” che ha ribaltato il tavolo.
Ciò che ha, bensì un calcolo preciso: cioè gli interlocutori, la consulta, Fini, il Presidente della Repubblica Napolitano e lo stesso Bersani improvvisamente non sono sembrati autonomi. Infatti, se volete cercare l’assassino del Be‐Bè, non si deve andare né ad Arcore né altrove.
Colui che ha strangolato il dialogo è il Csm, il Consiglio Superiore della Magistratura, che, bocciando preventivamente la proposta di “processo breve”, ha di fatto sottratto quell’elemento di trattativa e determinato le condizioni per l’irrigidimento delle parti non consentendo a Berlusconi di ritirare la soluzione del processo breve e spostarsi sul “legittimo” impedimento come preambolo dell’apertura ad una riforma più ampia della giustizia italiana.
Riforma che i magistrati non vogliono che venga fatta e che soprattutto che venga fatta da Berlusconi.
luigi crespi
Tags: berlusconi, bersani, csm, fini, il clandestino, riforme










Articoli




Condivido.
|Lasciato il 12 dicembre 2009 alle 15:47|su su, il conto prima o poi arriva, meglio farsene una ragione…
|Lasciato il 12 dicembre 2009 alle 15:55|Condivido. In particolare basta guardare, ad esempio, alla proposta di riforma della giustizia avanzata da Boato nel periodo del 1° governo Prodi: essa venne censurata, boicottata dal parlamentibno dei giudici. Non se ne fece niente. Quella di Mastella in pratica ha cancellato la precedente riformina fatta dall’allora ministro Castelli, riportando tutto alla situazione precedente. Questo governo potrà far la riforma ma dovrà sudarsela, parecchio, anche se ha numeri preponderanti in parlamento. E, sotto sotto, farà anche un favore alla gran parte dell’opposizione – a parte il forcaiolo che dice sempre no e pro domo sua – che, è notorio, soffre di sudditanza psicologica nei confronti di certa magistratura militante, anche se poubblicamente non lo ammetterà mai. Adesso stanno “recitando” a mio avviso e non potrebbero fare diversamente..
|Lasciato il 12 dicembre 2009 alle 16:01|Ahahahah, si, la colpa non è di Berlusconi che si vara 19 leggi ad personam ed è disposto a buttare all’aria lo Stato pur di non essere porcessato, ma del CSM che osa protestare!
|Lasciato il 12 dicembre 2009 alle 16:35|XD
Enzo, il “processo breve” NON E’ una riforma, è una legge fatta per uccidere i processi, una legge che permette a migliaa di crimnali di farla franca e migliaia di innocenti vittime di non trovare giustizia e tutto questo solo per bloccare i processi in corso in cui è indagato il premier.
|Lasciato il 12 dicembre 2009 alle 16:38|Il “processo breve” con la riforma della Giustizia non c’entra NULLA.
Questa volta non condivido l’ analisi di Crespi. Ha infatti descritto il dibattito politico come un “bargain” da suk di Marrakesh. Questi giochini di sotto-sotto-sottopotere non mi entusiasmano, anzi mi infastidiscono. Spero che Bersani o chi per lui non si presti a questa vergogna. La politica è ben altra cosa che il barattare il ritiro di una legge ad personam con un’ apertura a discutere sulle riforme.
|Lasciato il 12 dicembre 2009 alle 20:07|