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	<title>Il blog di Luigi Crespi</title>
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		<title>&#8230; E CON QUESTO CHIUDIAMO LA VICENDA DE IL CLANDESTINO CARTACEO. AUGURI A CHI CONTINUA, MA IO NON C&#8217;ENTRO!!!!</title>
		<link>http://luigicrespi.clandestinoweb.com/2010/03/e-con-questo-chiudiamo-la-vicenda-de-il-clandestino-cartaceom-auguri-a-chi-continua-ma-io-non-centro/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 07:54:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigi crespi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sondaggi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Ambrogio Crespi]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Caso]]></category>
		<category><![CDATA[ILCLANDESTINO.]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Crespi]]></category>

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		<description><![CDATA[
CON L&#8217;EDITORIALE DI QUESTA MATTINA AMBROGIO RAPPRESENTA PERFETTAMENTE LA MIA POSIZIONE&#8230; e con questo chiudo questo argomento, su cui il mio stesso interesse è molto scarso, tracciata la distanza e la differenza, ora torniamo sulla rete che per me è come tornare a casa. il resto sarà noia per avvocati e tribunali&#8230;
&#8221; 16 Marzo &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1628" title="clandestino_occhio" src="http://luigicrespi.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/2009/01/clandestino_occhio.jpg" alt="clandestino_occhio" width="500" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">CON L&#8217;EDITORIALE DI QUESTA MATTINA AMBROGIO RAPPRESENTA PERFETTAMENTE LA MIA POSIZIONE&#8230; e con questo chiudo questo argomento, su cui il mio stesso interesse è molto scarso, tracciata la distanza e la differenza, ora torniamo sulla rete che per me è come tornare a casa. il resto sarà noia per avvocati e tribunali&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8221; 16 Marzo &#8211; di Ambrogio Crespi &#8211; Sono contento che Il Clandestino sia tornato nelle edicole e spero ci resti per molto tempo, deve essere chiaro che io non ho più niente da spartire con questo progetto, non si tratta di una presa di distanza con la redazione e il direttore che hanno svolto un egregio lavoro in condizioni oggettivamente di difficoltà, <strong>ma bensì di una secca e decisa presa di distanza dal editore Fabio Caso</strong>. Una presa di distanza dai suoi metodi di gestione, Ora spero di  per evitare confusioni e delimitare il confine tra questo giornale on-line e quello cartaceo che rispondono a logiche molto differenti e non conciliabili.&#8221;</p>
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		<title>&#8230; PER ORA MI DIMETTO, TORNO IN CLANDESTINITA&#8217;. MA LA STORIA NON FINISCE QUI.</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 04:54:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigi crespi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Ambrogio Crespi]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Caso]]></category>
		<category><![CDATA[ILCLANDESTINO.]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Crespi]]></category>

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		<description><![CDATA[
In data 8.03.2010 avevo comunicato all’editore de il Clandestino, Fabio Caso, di non riscontrare più le condizioni per proseguire la mia collaborazione iniziata il 24.11.2009. Quindi in data del numero in edicola domani cessa la mia collaborazione con il quotidiano che ho contribuito a creare.

Ringrazio la Redazione e il Direttore Responsabile per l’impegno profuso e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3539" title="clandestino_occhio" src="http://luigicrespi.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/2009/10/clandestino_occhio.jpg" alt="clandestino_occhio" width="500" height="217" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">In data 8.03.2010 avevo comunicato all’editore de il Clandestino, Fabio Caso, di non riscontrare più le condizioni per proseguire la mia collaborazione iniziata il 24.11.2009. Quindi in data del numero in edicola <strong>domani cessa la mia collaborazione con il quotidiano che ho contribuito a creare</strong>.<br />
</span></p>
<div><span style="font-size: 10pt;">Ringrazio la Redazione e il Direttore Responsabile per l’impegno profuso e per l’ottimo lavoro svolto fino ad oggi.</span></div>
]]></content:encoded>
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		<title>COMUNALI VENEZIA: BRUNETTA AL 53% DISTANZIA ORSONI DI 8 PUNTI</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 15:09:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigi crespi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commento sondaggi]]></category>
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		<description><![CDATA[

Tra le sfide più avvincenti di questa tornata elettorale certamente vi è l&#8217;elezione del sindaco di Venezia a cui concorrono Giorgio Orsoni candidato del Centrosinistra ed il Ministro Renato Brunetta. I dati che quest&#8217;oggi ci consegna Crespi Ricerche, fanno ben sperare per Brunetta che oscilla tra il 51 ed il 53% lasciando il suo concorrente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4122" title="brunetta" src="http://luigicrespi.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/2010/03/brunetta.jpg" alt="brunetta" width="500" height="350" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Tra le sfide più avvincenti di questa tornata elettorale certamente vi è l&#8217;elezione del sindaco di Venezia a cui concorrono Giorgio Orsoni candidato del Centrosinistra ed il Ministro Renato Brunetta. I dati che quest&#8217;oggi ci consegna Crespi Ricerche, fanno ben sperare per <strong>Brunetta che oscilla tra il 51 ed il 53% lasciando il suo concorrente Giorgio Orsoni al 43 &#8211; 45%, mentre gli altri candidati vanno dal 2 al 4%. Alta la percentuale degli indecisi che si attesta al 22,1%.<span id="more-4119"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Entrando nel dettaglio relativamente alle coalizioni che appoggiano i due candidati, per quanto concerne <strong>Giorgio Orsoni la somma dei partiti che lo sostiene è stabile rispetto alle precedenti rilevazioni e si attesta al 47%, ma stabile è anche la coalizione che sostiene Brunetta al 48%, con la Lista Brunetta Sindaco al 7,5%.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ad avvalorare l&#8217;ipotesi che Brunetta piace ai Veneziani, Crespi ricerche ha posto un quesito circa le previsioni elettorali ovvero se secondo gli intervistati vincerà il centrodestra o il centrosinistra, dai dati consegnatici, è evidente la netta prevalenza (sicuramente e probabilmente) della <strong>coalizione di centro destra con il 56%, ed un centrosinistra al 34,5%.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.crespiricerche.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=224&amp;Itemid=1" target="_blank"><span style="font-size: 10pt; color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>VAI ALLE TAVOLE</strong></span></span></a></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>REGIONALI PUGLIA: E&#8217; VENDOLA CHE CONDUCE LE DANZE</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 14:35:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigi crespi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Pochi voti separano Rocco Palese (Pdl), uomo di fiducia di Raffaele Fitto, da Nichi Vendola. E Palese è stato anche capace di recuperare terreno negli ultimi giorni, specialmente sul fronte moderato apertosi con la candidatura alternativa di Adriana Poli Bortone (Udc). Eppure Palese sembra condannato a perdere.
Almeno è quanto risulta dall’ultima rilevazione effettuata da Crespi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4114" title="VENDOLA" src="http://luigicrespi.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/2010/03/VENDOLA.jpg" alt="VENDOLA" width="500" height="375" /></p>
<p style="text-align: justify;">Pochi voti separano Rocco Palese (Pdl), uomo di fiducia di Raffaele Fitto, da Nichi Vendola. E Palese è stato anche capace di recuperare terreno negli ultimi giorni, specialmente sul fronte moderato apertosi con la candidatura alternativa di Adriana Poli Bortone (Udc). Eppure Palese sembra condannato a perdere.<span id="more-4113"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Almeno è quanto risulta dall’ultima rilevazione effettuata da Crespi ricerche a pochi giorni dal black out sulle previsioni statistiche: <strong>Vendola prevarrebbe 45,5 a 44% su Palese nella corsa tra candidati, con Poli Bortone al 9%, mentre sarebbe incredibilmente il voto di lista a far aumentare il distacco tra centrodestra e centrosinistra.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Infatti il voto tra le due coalizioni sarebbe di due punti e mezzo, con le forze a sostegno dell’ex sindaco di Lecce oltre il 10%.</strong> Cosa sta accadendo nel Tavoliere? Palese recupera su Vendola a scapito di Poli Bortone, ma non abbastanza, e gli elettori Udc applicano il voto disgiunto a favore del candidato del Pdl ma non abbandonano il partito di Casini.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da ieri però Palese ha tre frecce in più al suo arco: il deficit della sanità pugliese,l’accoppiata Emiliano‐D’Alema e Silvio Berlusconi. </strong>Il disavanzo del sistema sanitario pugliese per il 2009 è stato infatti accertato: ammonta a 309 milioni di euro, in linea con quello maturato l’anno precedente (315). È invece allo studio, e lo si sta definendo in queste ore, il meccanismo di copertura del deficit.</p>
<p style="text-align: justify;">Quest’anno si dovrà fare a meno dell’addizionale Irpef dello 0,5% e dell’accisa sulla benzina, entrambe abolite. Tuttavia, tra stanziamenti in bilancio a rimedio del previsto deficit e recuperi di avanzi, si copre gran parte della necessità. Resta scoperta una cifra attorno ai 54 milioni. Circolano diverse ipotesi: quella più probabile è la compressione della spesa corrente del cosiddetto bilancio autonomo (non sanitario).</p>
<p style="text-align: justify;">Un sacrificio di tutti gli assessorati a favore della sanità. Non è una novità, ma questa volta sarebbe necessitata dalle sanzioni imposte per la violazione del patto di stabilità. La giunta regionale sarà chiamata lunedì a discuterne.</p>
<p style="text-align: justify;">Circola una ipotesi. Il disavanzo di 309 milioni verrebbe coperto in questa maniera: quasi 143 milioni dall’Irap, così come previsto nel bilancio di previsione 2010; 104 dall’Iva non sanitaria (di anni precedenti, dotazioni scovate in bilancio); altri 7‐8 arriverebbero da differenze positive delle manovre fiscali impostate negli anni passati, tanto sull’Irpef quanto sull’accisa sulla benzina. Rimane scoperta una cifra attorno ai 54 milioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa potrebbe essere recuperata dall’avanzo di amministrazione del bilancio regionale (gli accertamenti indicano tale possibilità). Oppure potrebbe essere prelevata dalla spesa corrente, sottraendola in quota parte a tutti gli assessorati. Di certo c’è che lo spettro di nuove tasse non aiuta la corsa di Vendola.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il governatore uscente ha già un bel da fare a tirare una coalizione che, a partire dal primo cittadino di Bari e dal presidente della commissione parlamentare di controllo sui Servizi segreti, non è poi così entusiasta nel vederlo eletto. Il leader di Sinistra e Libertà è divenuto ormai un personaggio oltremodo scomodo in Puglia e l’unico modo di azzopparlo è che finisca all’opposizione. Infine c’è Silvio Berlusconi. Nessuno in Puglia sperava più nell’impegno del leader del centrodestra nella campagna elettorale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Berlusconi non voleva candidare Palese, ma spingeva per un accordo Pdl‐Udc con candidata Adriana Poli Bortone. <strong>L’inimicizia ormai consolidata tra Poli Bortone e Fitto è però di tale portata che il ministro per gli Affari regionali ha fatto carte false pur di scongiurare un simile accordo e alla fine l’ha spuntata. Berlusconi non avrebbe mai preso in considerazione, fino a pochi giorni fa, di mettere piede in Puglia</strong>. La fine ingloriosa del centrodestra laziale, però, unita al recupero di Palese hanno fatto ritornare la Puglia decisiva nell’assegnazione della vittoria alle elezioni regionali. Chissà se tre effetti speciali basteranno a Palese per battere superare Vendola. Il Clandestino</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.crespiricerche.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=223&amp;Itemid=1" target="_blank"><span style="font-size: 10pt; color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>VAI ALLE TAVOLE</strong></span></span></a></p>
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		<title>REGIONALI UMBRIA: DIECI PUNTI TRA MODENA E MARINI</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 14:30:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigi crespi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
E’ una sfida a tre tra Catiuscia Marini, Fiammetta Modena e Paola Binetti quella per aggiudicarsi la carica di Governatore per la Regione Umbria. Fiammetta Modena, avvocato 45enne, capogruppo del PdL nel consiglio regionale dell&#8217;Umbria dove figura da diverse legislature è la candidata per il centro destra.
La Modena si trova a rappresentare il centrodestra dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4110" title="MODENA_MARINI" src="http://luigicrespi.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/2010/03/MODENA_MARINI.JPG" alt="MODENA_MARINI" width="500" height="242" /></p>
<p style="text-align: justify;">E’ una sfida a tre tra Catiuscia Marini, Fiammetta Modena e Paola Binetti quella per aggiudicarsi la carica di Governatore per la Regione Umbria. Fiammetta Modena, avvocato 45enne, capogruppo del PdL nel consiglio regionale dell&#8217;Umbria dove figura da diverse legislature è la candidata per il centro destra.<span id="more-4109"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La Modena si trova a rappresentare il centrodestra dopo aver battuto gli altri contendenti: il deputato umbro Rocco Ghirlanda, l’attuale sindaco di Assisi Claudio Ricci ed il Presidente di Confapi Umbria, Gabriele Chiocci.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non ha mai accettato la proposta, l’imprenditrice Luisa Todini, indicata tanto da Berlusconi quanto dai vertici regionali del Pdl umbro. </strong>Dopo il ritiro di Mauro Agostini alla corsa per le primarie del Pd, con un annuncio condito di accuse pesanti soprattutto nei confronti di Area democratica, di cui lui stesso fa parte, Catiuscia Marini si è imposta su Gianpiero Bocci aggiudicandosi l’investitura ufficiale di candidato del centrosinistra.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La novità della campagna elettorale umbra è stata l’ufficializzazione di Paola Binetti, per l’Udc. Alla presentazione della parlamentare, che da poco ha fatto il salto della quaglia dal Pd all’Udc è intervenuto Pierferdinando Casini, che ha spiegato la scelta: “Siamo qui a cantare fuori dal coro, dunque non facciamo scelte di convenienza. Nelle regioni rosse corriamo da soli: c’è troppo continuità nel centrosinistra e troppa insufficienza nel centrodestra. In queste regioni c’è una economia drogata, che funziona con un sistema di favoritismi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’essenziale ora è cambiare pagina: a sinistra l’hanno capito, ma si sono fermati a metà strada. Nel Pdl invece c’è il solito delirio di autosufficienza: siamo cari amici, ma gettano la spugna davanti alla sfida. La Binetti è una candidata moderata, che non esclude ma apre”.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo l’ultimo sondaggio, nonostante “Mel Gibson‐Braveheart” sia sceso in campo con uno spot a suo sostegno, la candidata F<strong>iammetta Modena, si trova al 42%, pesantemente sotto al 52% della candidata del centrosinistra. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Binetti, terzo incomodo, non riesce a schiodarsi da quel 6% media nazionale, anche se riesce a rosicchiare un modesto 0,5% dalla coalizione del centrosinistra. Anche la Modena è riuscita a pescare nella coalizione della Marini, riuscendo a spostare lo 0,5%. Troppo poco per poter impensierire la candidata del Pd</strong>.Il Clandestino</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.crespiricerche.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=222&amp;Itemid=1" target="_blank"><span style="font-size: 10pt; color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>VAI ALLE TAVOLE</strong></span></span></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>REGIONALI: IN LIGURIA BIASOTTI, CANDIDATO PDL, SI RIFA&#8217; SOTTO</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 19:11:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigi crespi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Se in Piemonte il governatore Bresso corre più veloce della sua coalizione, in Liguria lo scenario si inverte. Burlando al 51%, il governatore uscente soffre Sandro Biasotti candidato del Popolo delle libertà ad una incollatura con il 49%. La sua coalizione invece è davanti, con un margine dell’1%. 
In Liguria, inoltre, diversamente dalla maggioranza delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4105" title="biasotti" src="http://luigicrespi.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/2010/03/biasotti.JPG" alt="biasotti" width="500" height="199" /></p>
<p style="text-align: justify;">Se in Piemonte il governatore Bresso corre più veloce della sua coalizione, in Liguria lo scenario si inverte. <strong>Burlando al 51%, il governatore uscente soffre Sandro Biasotti candidato del Popolo delle libertà ad una incollatura con il 49%.</strong> La sua coalizione invece è davanti, con un margine dell’1%. <span id="more-4104"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In Liguria, inoltre, diversamente dalla maggioranza delle regioni italiane, si scontreranno solamente 2 contendenti: Claudio Burlando per il centrosinistra con una coalizione molto ampia che va dall’Udc a Rifondazione e Sandro Biasotti per il centrodestra.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Avrebbero dovuto partecipare anche Sanguineti per il Partito Comunista dei Lavoratori di Ferrando e Viale per i Radicali. Ma entrambi sono stati esclusi dalla commissione elettorale per mancanza del numero minimo di firme a sostegno. Purtroppo in Liguria un clima di “veleno” rischia di rovinare pesantemente il clima elettorale<strong>. Si nutrono sospetti sulla regolarità della presentazione della lista Dc‐Pli collegata al candidato governatore del centrodestra Sandro Biasotti</strong>. Ad alimentare i sospetti sono le dichiarazioni di un esponente dell&#8217;estrema destra, Andrea Pescino, imprenditore di 63 anni, il quale già in passato è stato al centro di inchieste giudiziarie.</p>
<p style="text-align: justify;">Pescino denuncia di aver venduto settemila firme a partiti in difficoltà. Le sue dichiarazioni sono ora al vaglio degli inquirenti, il 63enne rivela di avere venduto false certificazioni utili alla presentazione delle liste. Pescino nelle dichiarazioni rilasciate all’autorità inquirente ha affermato: «L’estrema destra lo ha sempre fatto, in tutta Italia. È un modo per autofinanziarsi, naturalmente senza esporsi in prima persona, ma con una serie di inter‐ mediazioni che convincono l’acquirente».</p>
<p style="text-align: justify;">Dichiarazioni gravi che se supportate dai i fatti metterebbero a ri‐ schio il regolare svolgimento delle elezioni nella regione.</p>
<p style="text-align: justify;">Cavalca il tema della Sanità, invece, il candidato del centrodestra. <strong>«Siamo alle solite. Burlando non capisce o finge di non capire. Questa volta fa confusione riguardo alle mie dichiarazioni sui funzionari regionali. Anche se e&#8217; sempre spiacevole dover spiegare le cose due volte, voglio ribadire un concetto chiaro: cambierò i direttori della sanità che in questi cinque anni hanno fatto politica militante, che hanno pensato al loro partito e alla loro clientela, invece che ai Liguri».</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E aggiunge: <strong>«Ho grande stima, rispetto e conoscenza diretta del lavoro che fanno ogni giorno i funzionari regionali, in qualsiasi settore e soprattutto nella sanità. Sono loro a non poterne più della politica nel mondo della sanità ed è a loro che mi rivolgo quando affermo e confermo che i dirigenti apicali di partito dovranno cambiare mestiere. Il mio èun concetto chiaro e non credo difficile da comprendere». Il Clandestino</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.crespiricerche.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=220&amp;Itemid=1" target="_blank"><span style="font-size: 10pt; color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>VAI ALLE TAVOLE</strong></span></span></a></p>
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		<title>REGIONALI PIEMONTE ALL&#8217;ULTIMO VOTO: BRESSO AL 49,3%, COTA AL 48,4</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 18:48:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigi crespi</dc:creator>
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Se si andasse oggi a votare oggi in Piemonte per incoronare Governatore l’uscente, Mercedes Bresso o lo sfidante Roberto Cota, si andrebbe probabilmente all’ultimo voto. Ci troviamo infatti in una situazione di sostanziale parità, quella descritta dai sondaggi che ne fanno la regione tra le più incerte.
Mercedes Bresso, governatore uscente in forza al centrosinistra 49,3%, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4101" title="BRESSO" src="http://luigicrespi.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/2010/03/BRESSO.jpg" alt="BRESSO" width="500" height="334" /></p>
<p style="text-align: justify;">Se si andasse oggi a votare oggi in Piemonte per incoronare Governatore l’uscente, Mercedes Bresso o lo sfidante Roberto Cota, si andrebbe probabilmente all’ultimo voto. Ci troviamo infatti in una situazione di sostanziale parità, quella descritta dai sondaggi che ne fanno la regione tra le più incerte.<span id="more-4100"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mercedes Bresso, governatore uscente in forza al centrosinistra 49,3%, il leghista Roberto Cota per il centrodestra 48,4%, Davide Bono del movimento 5 stelle filiazione amici di Beppe Grillo 1,3%, Renzo Rebellino di quello No Euro all’ 1%. mento Cinque Stelle di Beppe Grillo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dallo scorso 29 ottobre, quando sono cominciati i primi sondaggi, i due candidati delle maggiori coalizioni, sono stati sempre costanti in un regime di sostanziale parità: 51%, 50%, 49,5% e 49,3% per la Bresso, mentre Cota marcia a 49%, 50%, 48,5% e 48,4%.</p>
<p style="text-align: justify;">Cota in svantaggio nel risultato finale, prevalere sulla Bresso per il voto di coalizione a significare che probabilmente sarà il voto disgiunto a fare la differenza. È ancora troppo presto per sapere se i fuochi d’artificio di Roma, tra il caos delle liste, il fuoco incrociato tra Premier, Magistratura e le Opposizioni, potranno avere ripercussioni ben oltre il Lazio, ma anche nelle singole competizioni nelle 13 regioni. Lunedì scorso il Governatore uscente ha impugnato il provvedimento varato del governo per salvare la lista del Pdl a Roma e provincia.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la Bresso, la norma interpretativa, pur diretta attualmente soltanto al Lazio e alla Lombardia, potrebbe in futuro essere applicata anche in Piemonte, dove vige una legge elettorale varata dal Consiglio Regionale. Al momento Bono e Rebellino sembrano andare avanti per la loro strada. Il primo punta a conquistare i voti della Val Susa e di tutti coloro che non vorrebbero veder realizzata la Tav, la linea ferroviaria che dovrebbe portare l’Italia in Europa per il trasporto merci e passeggeri su rotaia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Muovendosi all’1,4% Bono punterebbe al superamento di quel 3% che gli permetterebbe di poter superare lo sbarramento per entrare in Consiglio. Dal caos delle liste non autenticate emerge Renzo Rebellino il mago delle “liste civetta” che si assesta all’1,1%.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il segretario della lista No Euro, candidato premier nel 2008 alla guida del partito Grilli Parlanti, nel 1990 fu eletto al Consiglio Regionale piemontese con la Lega Nord dal quale fu espulso 3 anni dopo.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quel momento, sfornando liste elettorali, una dopo l’altra, Rebellino ha costruito un tourbillon di liste con una strategia elettorale che gioca su nomi e simboli. Ecco quindi le liste Cota legata alla sconosciuta Nadia Cota che sostiene appunto Rebellino e Lega Padana‐Piemont che puntano a levare voti alla Lega Nord e No Euro‐Lista del Grillo, simile al Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo. Il Clandestino</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.crespiricerche.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=221&amp;Itemid=1" target="_blank"><span style="font-size: 10pt; color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>VAI ALLE TAVOLE</strong></span></span></a></p>
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		<title>CAOS LISTE, PAR CONDICIO E GIUSTIZIA</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 17:22:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigi crespi</dc:creator>
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La bocciatura della lista Pdl nel Lazio arriva in un momento in cui l’Istat ci informa che 11 milioni di cittadini si disinteressano completamente della politica. E tutti i sondaggi di tutti gli istituti danno evidenze negative per tutti i partiti. Emerge quindi con forza il dato politico che probabilmente troveremo nelle urne tra 3 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4096" title="labirinto" src="http://luigicrespi.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/2010/03/labirinto.jpg" alt="labirinto" width="500" height="381" /></p>
<p style="text-align: justify;">La bocciatura della lista Pdl nel Lazio arriva in un momento in cui l’Istat ci informa che 11 milioni di cittadini si disinteressano completamente della politica. E tutti i sondaggi di tutti gli istituti danno evidenze negative per tutti i partiti. <strong>Emerge quindi con forza il dato politico che probabilmente troveremo nelle urne tra 3 settimane: l’astensionismo cioè quel rifiuto democratico di scegliere tra le offerte politiche che sono proposte ai cittadini</strong>. Analizzeremo dopo il voto le ragioni, le matrici di quello che chiameremo lo scollamento del paese reale con il paese che ha in testa la politica.<span id="more-4092"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Facciamo un esempio: <strong>oggi il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha detto che gli italiani si riconoscono nella Costituzione come elemento unitario. Rispettosamente vorremmo ricordare all’esimio e anziano Presidente che gli italiani non conoscono la Costituzione, né in forma né in spirito, ed in alcuni quartieri di Scampia o dello Zen non sanno manco che esiste una Costituzione e la disunità nel nostro paese non è ne geografica ne politica, ma è determinata dalla disuguaglianze e dalle drammatiche differenze d’accesso ai diritti che cittadini di una stessa nazione hanno nei confronti del proprio Stato e il primo diritto è quello del lavoro, in quanto “L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sulle pagine del Clandestino sono giorni che ripetiamo con sondaggi, studi e analisi che il primo problema è il lavoro, la sua mancanza, la perdita di fiducia delle famiglie nel futuro e su questo tema centrale assistiamo a una deresponsabilizzazione di tutte le forze politiche, al punto che non si capisce chi debba dare una risposta a questi problemi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008080;"><strong>Liste</strong></span>. <strong>Polverini tanta fatica per niente &#8211; Nel frattempo però la classe politica del nostro paese si agita nel caos delle liste, nel quale sostanzialmente il primo partito Politico italiano non è riuscito a presentare formalmente, correttamente le proprie liste agli uffici appositi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per cui ci siamo trovati di fronte al rischio che per una questione meramente burocratica e di incapacità dei dirigenti di questo partito a milioni di elettori venisse negata la possibilità di scegliere il proprio partito. <strong>Abbiamo assistito ad appelli dell’opposizione da Di Pietro a Bersani che evocavano una soluzione politica dopodiché notte tempo, dopo avere trovato pietose scuse e pretesti la maggioranza di Governo ha emanato un decreto legislativo concordato con il Presidente della Repubblica che sostanzialmente consentiva la riammissione solo delle proprie liste.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A questo è seguito la sdegnata e cannibalesca reazione dell’opposizione che probabilmente si era fatta l’idea di poter vincere grazie all’assenza dell’avversario.</strong> Crediamo che, in questo caso, la cura sia peggio della malattia e che tutto l’arco costituzionale abbia dato una pessima prova di sé, anche perché è paradossale che il primo partito italiano debba raccogliere 2000 firme in ogni regione per poter accedere al voto e che il più antico partito italiano come quello radicale debba avere la stesa incombenza.</p>
<p style="text-align: justify;">La legge che determina l’accesso alla democrazia, al voto nel nostro Paese è una legge sbagliata, macchinosa e che nessuno rispetta. Opposizione e maggioranza hanno la colpa di non avere cambiato e mai rispettato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E anche la bocciatura finale conferma l’errore fatale di Berlusconi (consigliato da chi?) nella palude di un decreto interpretativo poi bocciato dal Tar del Lazio. Meglio sarebbe stato decidere di rimandare il voto e consentire così a tutte le liste di poter riformulare la propria offerta “burocratica” e quello che manca ancora oggi è l’impegno di tutto l’arco costituzionale a cambiare queste norme anacronistiche.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo sforzo, tutta questa fatica per poi arrivare alla bocciatura del Tar per la lista del Pdl nel Lazio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008080;"><strong>Par Condicio.</strong></span> <strong>Talk show soppressi ma le tribune elettorali non partono &#8211; Mentre il paese assiste stupefatto alle liti sul caos liste e il dipanarsi di un dibattito politico e elettorale è semplicemente grottesco. </strong>Cancellazioni di tutti i programmi di approfondimento politico e tutto questo questo esasperato da una rappresentazione nei pochi dibattiti televisivi ancora in onda, dove imbarazzati giornalisti e commentatori evitano di fare in nomi dei politici onde cadere in sanzioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È come se assistessimo alla Domenica sportiva senza fare in nomi dei calciatori o seguissimo un gran premio senza poter fare i nomi delle scuderie e dei piloti. Insomma si è progressivamente scivolati nella pura comicità che non fa per niente ridere e tutto questo avviene nel momento in cui i cittadini devono informarsi e formare la loro opinione per esprimere il proprio voto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il tutto in una campagna elettorale che nega il dibattito, il confronto prima di tutto delle idee.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008080;"><span style="color: #000000;">Chi viene danneggiato?</span> </span><strong>Tutti senza esclusione alcuna, viene ferita la percezione stessa della politica che appare avulsa astratta, macchinosa, cattiva e perfida. Vengono mortificati i livelli di partecipazione, condivisione, annullata l’empatia, la partecipazione e su questo la responsabilità non è solo di chi ha pensato alla par condicio, cioè la sinistra italiana per limitare, fermare la capacità di comunicazione di Silvio Berlusconi per un allineamento verso il basso togliendo spot, cartelli, dibattiti politici pur di fermare Berlusconi, ma pari se non peggio è la responsabilità di Berlusconi che parla da anni ne parla come di una legge liberticida e alla vigilia del secondo anno, del suo terzo governo, ha imposto per la seconda volta in questa legislatura di ricorrere alla par condicio, la prima per le europee oggi per le regionali. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008080;"><strong>Giustizia. </strong></span><strong>Aiutateci a capire</strong> &#8211; Come in tute le campagne elettorali anche questa ha i suoi bei capitoli intorno alla giustizia. <strong>Sono due le grandi indagini in corso. La prima fa capo a Balducci , che ha travolto Bertolaso, e nella sua dinamica mi lascia profondamente perplesso, come del resto mi lascia perplesso l’altro scandalo sul traffico telefonico Telecom Fastweb.</strong> Entrambe le indagini risalgono al 2007 e mi domando sommessamente qual è il meccanismo che ha portato il loro innesco proprio ora e non tra un anno o tra un mese. Aggiungo che l’effetto della prima è quello di avere impedito la privatizzazione della Protezione civile, obiettivo nobile, meno nobile, anzi infame, è stata forse la pubblicazione delle abitudini sessuali di Balducci a mezzo tormentone stampa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’altro effetto è quello di essere intervenuti nella battaglia sugli assetti Telecom, facendo di fatto saltare completamente lo scorporo della rete e l’arrivo di Stefano Parisi al posti di Bernabè.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Troppi effetti collaterali, troppi lati oscuri per credere alla casualità e non invece nel vedere la magistratura come un potere attivo anche se ormai oscuro che ha una sua visione e un suo disegno del nostro paese, visione che non passerà mai al vaglio nelle urne.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ed è per questo e non solo per questo che resisterò al sussulto di noia che continuamente m’assale per questa campagna elettorale e per il ripetersi ossessivo di tormentoni elettorali e andrò ostinatamente ancora a votare.</strong></p>
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		<title>REGIONALI LAZIO &#8211; LA BONINO TORNA DAVANTI</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 20:59:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigi crespi</dc:creator>
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Non si potrà certo dire che le elezioni regionali del Lazio passeranno alla storia per lo scarso interesse. Del resto, dallo scandalo del caso Marrazzo al colpo di teatro dell’esclusione delle liste del Pdl prima, e della Polverini con listino allegato poi, ultimamente dalle parti di Roma non ci si annoia mai. Aspettando le decisioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4089" title="polverini_bonino_02" src="http://luigicrespi.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/2010/03/polverini_bonino_02.jpg" alt="polverini_bonino_02" width="500" height="351" /></p>
<p style="text-align: justify;">Non si potrà certo dire che le elezioni regionali del Lazio passeranno alla storia per lo scarso interesse. Del resto, dallo scandalo del caso Marrazzo al colpo di teatro dell’esclusione delle liste del Pdl prima, e della Polverini con listino allegato poi, ultimamente dalle parti di Roma non ci si annoia mai.<strong> Aspettando le decisioni dei vertici del Popolo della libertà e, per adesso, l’eventuale ma solo ipotetica possibilità che almeno il listino della candidata governatrice del Pdl possa essere riammesso, l’ultimo sondaggio di Crespi Ricerche annuncia il controsorpasso di Emma Bonino. </strong><span id="more-4088"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sondaggio che, evidentemente, ha bisogno stavolta di avvertenze per l’uso per essere consultato. Dal momento che, appunto, si fa riferimento ad una situazione normale (ma allo stato molto virtuale) con tutte le candidature e le liste regolarmente costituite. <strong>In questo caso, Emma Bonino guiderebbe il confronto, secondo l’ultima rilevazione di ieri, con il 39% dei consensi (stesso dato rispetto al sondaggio del 23 febbraio), con la Polverini al 38%, due punti percentuali in meno rispetto alla precedente rilevazione. Gli altri candidati ottengono complessivamente il 2,8%.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mentre il partito degli indecisi sale dal 18,6 al 20,2%, assorbendo quindi il grosso dei consensi persi dalla Polverini</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Dando uno sguardo alle liste, il Partito democratico è la prima forza del centrosinistra, ma anche di tutto il Lazio, con il 28% secco dei consensi, seguito, restando nella coalizione, dalla Lista Pannella‐Bonino (5,5%), dall’Italia dei Valori (2,8%), dal Prc+Pdci (3%), da Sinistra ecologia e libertà (2,2%), dai Verdi (1,5%) per un totale di coalizione del 48,2% (+1,8% rispetto alla rilevazione del 23 febbra‐ io). Sul versante del centrodestra, il Popolo della libertà con il 16,5% si conferma il primo partito dell’alleanza, seguito dalla Lista Renata Polverini (14,3%, ma allo stato esclusa dalla competizione), l’Udc (7,8%) e La Destra (4,9%).</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sondaggi a parte, è evidente che la questione dell’esclusione delle liste del Pdl e della Polverini (oltre al listino) continui a monopolizzare il dibattito. Ieri la candidata governatrice del Pdl si è detta «ottimista e anche Berlusconi lo è». Ribadendo, al termine di un incontro con il premier a Palazzo Grazioli,che «stiamo facendo tutto quello che serve e che hanno richiesto dal Tribunale».</p>
<p style="text-align: justify;">Da una Polverini in vantaggio a una Bonino che torna in testa. E’ proprio Luigi Crespi in un’intervista ad Omniroma, a illustrare la situazione del “caso” Lazio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>«Non c&#8217;è stato il temporale che mi aspettavo, ma il dato più interessante è che senza il simbolo del Pdl nella provincia di Roma si è passati da un 20,7% a un 33,4% di indecisi, segno di una destabilizzazione dell&#8217;elettorato»</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Così Luigi Crespi commenta il risultato del quinto sondaggio condotto dalla Crespi Ricerche per Omniroma. <strong>Una rilevazione, condotta negli ultimi 2 giorni, che tiene conto dell&#8217;assenza della lista Pdl nella provincia di Roma, un fattore questo, secondo Crespi, che fa sì che ora «la partita è aperta, ma la favorita per la vittoria nel Lazio è Emma Bonino e non più Polverini».</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«<strong>Per quanto riguada i partiti ‐ continua Crespi ‐ a caldo è accaduto che la grande maggioranza dell&#8217;elettorato si è mosso verso la lista civica Polverini. Ma a freddo, ossia quando la gente avrà ben capito che non si potrà votare Pdl a Roma, gi effetti molto positivi saranno sulla Destra di Storace, che sarà il grande beneficiario di questa situazione».</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Crespi, <strong>«il Pdl ha gestito tutta la vicenda in maniera maldestra. L&#8217;elettorato non ama le coalizioni litigiose. Se nel Pdl non la smettono di litigare ‐ conclude Crespi ‐ rischiano una pesante punizione elettorale»</strong>. Il Clandestino</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.crespiricerche.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=217&amp;Itemid=1" target="_blank"><span style="color: #0000ff; font-size: x-small;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>VAI ALLE TAVOLE</strong></span></span></a></p>
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		<title>FEBBRAIO NERO PER IL PDL, L&#8217;OPPOSIZONE NON NE TRAE VANTAGGIO, AUMENTA IL PARTITO DEGLI INDECISI</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 16:43:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigi crespi</dc:creator>
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A meno di quattro settimane dal voto, il centro destra non se la passa per nulla bene. E il governo in un mese cala di 5 punti percentuali, finendo per la prima volta dall’inizio della legislatura sotto quota 50%, per la precisione al 49%. Tre punti li perde anche il premier, sceso nell’ultima settimana al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4085" title="numeri" src="http://luigicrespi.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/2010/03/numeri1.jpg" alt="numeri" width="497" height="327" /></p>
<p style="text-align: justify;">A meno di quattro settimane dal voto, il centro destra non se la passa per nulla bene. <strong>E il governo in un mese cala di 5 punti percentuali, finendo per la prima volta dall’inizio della legislatura sotto quota 50%, per la precisione al 49%. Tre punti li perde anche il premier,</strong> sceso nell’ultima settimana al 58%. A non godere di buona salute c’è anche il Pdl. Il partito architrave del governo è ulteriormente calato dell’1,1% e oggi collocato a quota 36,5%.<span id="more-4083"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La perdita di consensi dei popolari, finisce prevalentemente nell’area del non voto: la Lega appare stabile, lo stesso vale per l’Udc.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’opposizione nel suo complesso non cresce e si segnalano soltanto alcuni aggiustamenti con modesti incrementi per Idv, Pd e sinistra e Libertà. <strong>Siamo sempre alle solite: il consenso per maggioranza e governo, quando cala, va ad ingrossare le file degli indecisi, degli scontenti e del non voto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Molto raramente si trasferisce sull’opposizione che, infatti, resta ferma al 33%</strong>. Ma ciascuno ha i suoi grattacapi e le forze politiche, a 26 giorni dall’apertura dei seggi, devono misurarsi con la presentazione delle liste.</p>
<p style="text-align: justify;">O, come sarebbe più corretto, con l’esclusione delle liste. Già, perché dopo il clamoroso fuori gioco della lista Pdl nella provincia di Roma, si registra un caso analogo in Lombardia</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La lista Per la Lombardia di Roberto Formigoni non è stata ammessa alle elezioni regioni per invalidità di 514 firme.</strong> Lo ha deciso la Corte di appello di Milano accogliendo il ricorso presentato dalla lista Bonino‐Pannella. I radicali hanno presentato lo stesso ricorso anche contro la lista Penati Presidente, che appoggia il candidato del Pd, per insufficienza delle firme dei sottoscrittori, ma il ricorso non è stato accolto dalla Corte d&#8217;appello.</p>
<p style="text-align: justify;">I giudici della Corte d&#8217;appello di Milano dopo un controllo formale delle firme (l&#8217;unico consentito in questa sede) ha ritenuto «fondate» le «doglianze» contenute nel ricorso dei radicali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le firme risultate non conformi sono state 514 sulle 3.935 presentate. Questo comporta che le firme valide sono 3.421, un numero inferiore da quello previsto dalla legge la quale impone che le firme siano non meno di 3.500 e non più di 5 mila.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In particolare le irregolarità riguardano la «mancanza di timbri sui moduli», mancanza di data dell&#8217;autenticazione e «mancanza del luogo dell&#8217;autenticazione. Non sembra particolarmente preoccupato dalla non ammissione della lista Per la Lombardia il capogruppo del Pdl al parlamento europeo e responsabile della campagna elettorale di Roberto Formigoni, l&#8217;onorevole Mario Mauro: «Nessun problema, le firme valide che abbiamo presentato sono più che sufficienti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.crespiricerche.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=214&amp;Itemid=1" target="_blank"><span style="font-size: 10pt; color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>VAI ALLE TAVOLE</strong></span></span></a></p>
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