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	<title>Il blog di Luigi Crespi</title>
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		<title>CRESPI RICERCHE: GLI INDECISI INCORONANO BRUNETTA SINDACO DI VENEZIA</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 14:02:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigi crespi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e commenti]]></category>
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		<description><![CDATA[
Renato Brunetta sembra “condannato” a fare il sindaco di Venezia. La rilevazione  lo accredita del 60% dei consensi contro il 40% dello sfidante, il docente universitario Giorgio Orsoni. La formula del sindaco‐ministro convince i veneziani, nonostante le polemiche degli avversari. E il raffronto tra i due sondaggi di Crespi ricerche, quello di dicembre e questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-3994  aligncenter" title="BRUNETTA" src="http://luigicrespi.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/2010/02/BRUNETTA.jpg" alt="BRUNETTA" width="500" height="330" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Renato Brunetta sembra “condannato” a fare il sindaco di Venezia. La rilevazione  lo accredita del 60% dei consensi contro il 40% dello sfidante, </strong>il docente universitario Giorgio Orsoni. La formula del sindaco‐ministro convince i veneziani, nonostante le polemiche degli avversari. E il raffronto tra i due sondaggi di Crespi ricerche, quello di <a href="http://www.crespiricerche.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=178&amp;Itemid=31"><strong>dicembre</strong></a> e questo del 4 febbraio, mostra che gli elettori della Serenissima si sono chiariti le idee con largo anticipo rispetto alla data del voto. Al punto che la quota di chi risponde “Non so” o che non risponde affatto crolla dal 35,6% al 6,7%.<span id="more-3993"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tutti gli indicatori, infatti, mostrano un rafforzamento delle intenzioni di voto per gli schieramenti, che tendono a rafforzarsi, con netta prevalenza per il centro destra. Così, se a dicembre a dichiarare la loro preferenza per il centrosinistra era il 27,4% degli intervistati, oggi la percentuale è salita al 37,6%.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Analogamente il centro destra è balzato dal 37% al 55,7%, un salto di 18 punti che segna la parola fine sulle speranze del Pd di respingere l’assalto di Brunetta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il titolare della Funzione pubblica gode di un consenso più ampio della coalizione che lo sostiene, ma per la rossa Venezia è forse più significativo il dato che l’alleanza tra Pdl e Lega conquisti, alle elezioni amministrative, la maggioranza assoluta nel capoluogo regionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Renato, ragazzino che pescava granchietti nel rio di Cannaregio, è pronto a prendersi la sua città e da lì contendere la leadership regionale all’alleato‐concorrente Luca Zaia, prossimo governatore del Veneto. Altroché Galan! &#8211; Il Clandestino</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.crespiricerche.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=188&amp;Itemid=1" target="_blank"><span style="color: #0000ff; font-size: x-small;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>VAI ALLE TAVOLE</strong></span></span></a></p>
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		<title>REGIONALI EMILIA ROMAGNA &#8211; CRESPI RICERCHE RILEVA ERRANI AL 58% ED IL GOVERNATORE SI PREPARA A 5 ANNI DI DURO LAVORO</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 16:18:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigi crespi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e commenti]]></category>
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		<description><![CDATA[
“Vado al massimo, vado a gonfie vele, senza rischiare di incontrare quel tale che scrive sul giornale” canta Vasco, omonimo modenese del candidato governatore del centro sinistra in Emilia Romagna. Intervistare il ravennate Vasco Errani è un’impresa. Otteniamo dopo cortese ma estenuante trattativa solo otto, nove minuti a margine dei lavori dell’aula.
Presidente Errani, il sondaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3989" title="errani" src="http://luigicrespi.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/2010/02/errani.jpg" alt="errani" width="500" height="428" /></p>
<p style="text-align: justify;">“Vado al massimo, vado a gonfie vele, senza rischiare di incontrare quel tale che scrive sul giornale” canta Vasco, omonimo modenese del candidato governatore del centro sinistra in Emilia Romagna. Intervistare il ravennate Vasco Errani è un’impresa. Otteniamo dopo cortese ma estenuante trattativa solo otto, nove minuti a margine dei lavori dell’aula.<span id="more-3988"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Presidente Errani, il sondaggio di Crespi ricerche la vede vincente su Anna Maria Bernini (Pdl) con il 58%. Cinque anni fa aveva raccolto il 62%.  Come spiega questo calo?</strong> Non commento mai i sondaggi, perché li considero indicativi di una tendenza. E la tendenza che conferma il vostro sondaggio è che emiliani e romagnoli sono soddisfatti del tanto lavoro svolto in questi cinque anni. Proprio in questi giorni abbiamo approvato il Piano ter‐ ritoriale regionale, a distanza di venti anni dal precedente. È un piano condiviso con la società che segnerà il futuro della nostra regione. Intendiamo puntare sulla green economy, sul welfare di comunità, ma è un investimento che è reso possibile dai passi avanti fatti in questi anni. E poi c’è l’innovazione tecnologica, l’Emilia Romagna resta locomotiva d’Italia, mica vogliamo sederci sugli allori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quanto entusiamo! Dopo dieci anni ha ancora voglia di fare il governatore? Non si sente afflitto dalla sindrome Formigoni? </strong>La sindrome Formigoni?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>S</strong><strong>ì, siete entrambi bravi, competenti e popolari. Governate la più importante regione per il vostro partito, ma restate confinati nelle prigione dorata di Milano e Bologna…</strong> Lei parla così perché non mi conosce. Io sono felice di fare l’amministratore, è l’esperienza più bella. Ciò che ho fatto e sto facendo è frutto della mia convinzione. Ci credo!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il sondaggio di Crespi ricerche rileva l’Idv al 6,3%, secondo partito della coalizione. Il suo vice sarà un dipietrista?</strong> Non parlo di queste cose prima delle elezioni. Le deciderò dopo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Guardi che non è un bel segnale per gli elettori. Sembra che voglia dire, prima votatemi e poi vedrò cosa fare….</strong> Ho sempre scelto in autonomia e con tinuerò a farlo. Ho il compito di costruire la coalizione e di scegliere le persone migliori sulla base delle mie preferenze e del rispetto di tutti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei è una delle persone più spendibili del Partito democratico. Che consigli dà al suo partito?</strong> Dobbiamo contare nel contesto politico e per farlo dobbiamo dialogare con tutti quei settori con cui questo governo è sordo. Dobbiamo, ad esempio, dare risposte alla piccola e media impresa per rimanere il secondo Paese manifatturiero d’Europa. È una fase difficilissima quella che stiamo attraversando. Non credo che dire che la crisi non è ancora superata e che abbiamo un grandissimo problema dal punto di vista sociale, che è il lavoro, sia fare del disfattismo. Dobbiamo prendere atto che occorre una riforma degli ammortizzatori sociali: ciò che abbiamo fatto, l&#8217;accordo Regioni‐Governo, per gli ammortizzatori sociali in deroga, non è sufficiente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ha finito?</strong> Non le va proprio bene niente di questo governo? Non ho finito affatto: la critica più seria che rivolgo al Governo è che non c&#8217;è una politica industriale. Occorrono politiche industriali di innova‐ zione e ricerca che siano in grado di dare una prospettiva nuova; su questo punto non ci siamo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se Atene piange, Sparta non ride. Il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, presidente dell’Anci e autorevole esponente del suo partito, è critico verso l’attuale segreteria e le scelte fatte per individuare i candidati alle Regionali. È ancora del parere che Bersani persegua la strada giusta? </strong>Il progetto del Pd non è fallito, ha un’autostrada di fronte. Certo, non si può dire che non ci siano stati problemi ma stiamo lavorando ad un progetto di lungo periodo. E, lo ripeto, questo progetto passa per i problemi concreti degli italiani: le condizioni di vita delle persone, dei lavoratori. Il Clandestino</p>
<p style="text-align: justify;"><span><span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.crespiricerche.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=187&amp;Itemid=1" target="_blank"><span style="color: #0000ff; font-size: x-small;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>VAI ALLE TAVOLE</strong></span></span></a></strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>VIAGGIO NELLA CAMPAGNA ELETTORALE – AL PDL SERVIREBBE UNA CAMPAGNA CHE SUPERI LE DIVISIONI: CE LA FARA&#8217;?</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 17:48:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigi crespi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Quest’oggi analizziamo la comunicazione elettorale del Pdl, il partito di Berlusconi è in ritardo esattamente come il partito democratico. I conflitti sulle candidature hanno portato a sciogliere nodi politici importanti a 60 giorni dalle urne. Questo non favorisce certamente il miglior svolgimento della campagna elettorale. 
Storicamente il partito di Berlusconi è stato il miglior utilizzatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3979" title="pdl" src="http://luigicrespi.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/2010/02/pdl.jpg" alt="pdl" width="500" height="383" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quest’oggi analizziamo la comunicazione elettorale del Pdl, il partito di Berlusconi è in ritardo esattamente come il partito democratico.</strong> I conflitti sulle candidature hanno portato a sciogliere nodi politici importanti a 60 giorni dalle urne. Questo non favorisce certamente il miglior svolgimento della campagna elettorale. <span id="more-3978"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Storicamente il partito di Berlusconi è stato il miglior utilizzatore dei poster nelle ultime campagne elettorali, innovando a partire dal 2000 sia il tratto grafico che il linguaggio. <strong>Pare che in questa campagna elettorale sia proprio il Pdl ad aver ridotto sensibilmente l’utilizzo di questo strumento forse perché ne ha colto la perdita della sua forza comunicativa, dovuta soprattutto ad una caduta di creatività. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il riscontro di quanto diciamo lo possiamo ritrovare sui muri italiani, in cui non ci sono praticamente manifesti del Pdl. Quindi comunicherà il Pdl in questa campagna elettorale? Attraverso spot su tv locali? Sappiamo che l’avvento del digitale ha massacrato l’ascolto delle tv locali, riducendo la mezzo. Attraverso internet?</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se dalle parti di via dell’Anima hanno fatto passi da gigante, non sembra questo lo strumento adatto al berlusconismo, eppure <strong>al Pdl serve una campagna che sintetizzi l’offerta politica e superi le divisioni che soprattutto a livello territoriale manifestano la maggiore virulenza, per poter veicolare con convinzione l’elettorato che è ancora legato ai vecchi marchi di Forza Italia e Alleanza Nazionale e che fanno sempre più fatica a sentirsi contenuti nel partitone di Berlusconi e Fini.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mi pare ci sia quindi un difetto di pensiero, di analisi, di strategia e manchi un piano che sappia consegnare all’opinione pubblica una visione.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>REGIONALI PIEMONTE: I DATI DEL SONDAGGIO DI CRESPI RICERCHE COMMENTATI DA ROBERTO COTA</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 17:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigi crespi</dc:creator>
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Raggiunto al telefono per commentare l’esito del sondaggio di Crespi ricerche, Roberto Cota è appena uscito dall’aula di Montecitorio dove è intervenuto sul legittimo impedimento, approvato ieri dalla Camera.  Onorevole Cota, un risultato più equilibrato di così non poteva riuscire, 50% lei e 50% Bresso. Già, mi ha molto stupito perché girando il Piemonte ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-3983  aligncenter" title="cota" src="http://luigicrespi.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/2010/02/cota.jpg" alt="cota" width="500" height="369" /></p>
<p style="text-align: justify;">Raggiunto al telefono per commentare l’esito del sondaggio di <strong><a href="http://www.crespiricerche.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=186&amp;Itemid=1">Crespi ricerche</a></strong>, Roberto Cota è appena uscito dall’aula di Montecitorio dove è intervenuto sul legittimo impedimento, approvato ieri dalla Camera. <strong> Onorevole Cota, un risultato più equilibrato di così non poteva riuscire, 50% lei e 50% Bresso</strong>. Già, mi ha molto stupito perché girando il Piemonte ho una percezione diversa. Sento molta stanchezza nei confronti della sinistra e molta voglia di cambiamento. Ed è il cambiamento che voglio offrire ai piemontesi.<span id="more-3982"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sì, ma concretamente cambiamento che vuol dire?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In questi anni la mia regione è andata indietro. La macchina regionale è vecchia, c’è bisogno di svecchiare e sburocratizzare. Le faccio l’esempio della sanità: in 5 anni la spesa è aumentata da 5 a 9 miliardi di euro e i miei esperti dicono che senza colpo ferire è possibile risparmiare 100 milioni di euro di sprechi che intendo utilizzare in incentivi alle imprese e nel miglioramento della qualità del servizio sanitario regionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una partita così aperta si gioca su Torino, il capoluogo di regione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Precisamente. È su Torino che puntiamo con proposte concrete sul lavoro e l’economia. La mia città deve tornare all’antico splendore. Ma lo sa che non si fa più il salone dell’auto?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>No, veramente non lo sapevo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Bene, glielo dico io. Ho intenzione di rilanciarlo, puntando sull’hi‐tech. Vogliamo un evento mondiale per rilanciare la città e la regione. La crisi economica ha intaccato il tessuto economico torinese ma possiamo farlo ripartire. E poi la Tav inciderà molto positivamente su Torino… In sostanza voglio fare in modo che la città recuperi l’identità perduta a causa della Bresso che in questi anni ha gestito la decadenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Esagerato!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non esagero affatto. Non ha fatto quello che doveva, oggi rispetto a cinque anni fa abbiamo servizi scarsi e costi più alti. Il Piemonte della Bresso si è chiuso in sé stesso. Le faccio l’esempio del trasporto ferroviario che in questa regione riveste grande importanza. Per cinque anni Bresso si è disinteressata completamente della materia ferroviaria, ha mandato alle ortiche le trattative con l’ad di Ferrovie dello Stato, Moretti, e ha aperto il bando per il trasporto ferroviario regionale a poche settimane di distanza dalle elezioni, lasciando così la regione nell’incertezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un governatore piemontese della Lega. Cambia qualcosa?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Cambia molto, lo attendevamo da tanto e speriamo di fare bene al vertice della regione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Onorevole Cota, mi riferisco al fatto che cambieranno gli assetti interni alla Lega. Oggi a comandare sono i lombardi. Invece ora siete in campo lei e Zaia…</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma no, la Lega è una famiglia in cui andiamo tutti d’amore e d’accordo. Certo, quando è stata ufficializzata la mia candidatura molti militanti hanno pianto. È stato un momento storico. Sarà importante se vinceremo in tutte le regioni del Nord perché potremo costruire con Zaia un asse straordinario. &#8211; Il Clandestino</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.crespiricerche.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=186&amp;Itemid=1">VAI ALLE TAVOLE</a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>VIAGGIO NELLA CAMPAGNA ELETTORALE &#8211; I MANIFESTI: IL &#8220;SEI PER TRE&#8221; HA PERSO APPEAL &#8211; IL CASO PENATI</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 17:10:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigi crespi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Cominciamo un viaggio nella campagna elettorale per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo che ci porterà ad osservare come la comunicazione dei partiti e dei candidati cambia, evolve e si sviluppa, concentrandoci soprattutto su quella più visibile “l’esterna”, cioè l’affissione. La prima osservazione è che dopo le campagne berlusconiane di inizio decennio, l’affissione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3973" title="campagna_elettorale_pd" src="http://luigicrespi.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/2010/02/campagna_elettorale_pd.jpg" alt="campagna_elettorale_pd" width="500" height="340" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cominciamo un viaggio nella campagna elettorale per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo che ci porterà ad osservare come la comunicazione dei partiti e dei candidati cambia, evolve e si sviluppa, concentrandoci soprattutto su quella più visibile “l’esterna”, cioè l’affissione.</strong> La prima osservazione è che dopo le campagne berlusconiane di inizio decennio, l’affissione come strumento di comunicazione ha perso buona parte della sua capacità di sorprendere, diminuendo così la sua efficacia. I poster sei per tre, che potranno essere appesi nelle nostre città solo fino alla fine di febbraio, non hanno quella presenza massificante che abbiamo visto negli anni passati, perciò questo strumento è stato scartato da molti “strateghi elettorali”. <span id="more-3972"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’altra osservazione che sta sotto gli occhi di tutti è che la qualità creativa dei manifesti è precipitata e si ha spesso l’impressione che si tratti di prodotti artigianali, fatti in casa, con proporzioni sbagliate, colori sbagliati e slogan ripetitivi e di nessun impatto.</strong> Alcune campagne di candidati locali che mi è capitato di vedere rasentano la comicità ed in questa mia rubrica avremo modo di riderne insieme.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cominciamo a dare un’occhiata alla comunicazione del Partito Democratico</strong>: abbiamo sino ad ora visto un articolato numero si soggetti che richiamano le parole d’ordine del PD ed uno in particolare ha come soggetto il neo segretario Bersani.</p>
<p style="text-align: justify;">Complessivamente <strong>i manifesti hanno sicuramente un taglio professionale, ma il tentativo di dare voce attraverso le parole scritte, con effetto “nuvoletta”, è francamente vecchio ed è un grave errore sovrapporre la nuvoletta al volto di chi parla.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre l’utilizzo di testimonial sconosciuti, quindi di volti, non sempre raccoglie quell’effetto simbolico che sarebbe necessario ed il claim <strong>“In poche parole un’altra Italia” suona arrogante, carico, di prosopopea , rinforzando l’idea di un certo distacco di questo partito dall’opinione pubblica </strong>che non viene compensata né dagli argomenti raccontati nel multisoggetto , né dall’articolazione complessiva della comunicazione del PD che non risolve certo i propri problemi di relazione con questa campagna.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro esempio in chiave locale, è uno dei soggetti che <strong>Filippo Penati, candidato Presidente, ha utilizzato in Lombardia: in questo caso a parte la grafica rozza, viene confermato che la presunzione è un problema culturale e di linguaggio dei Democratici.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre tutta la campagna è costruita su un gioco di parole: <strong>E’ tempo di cambiare” quindi metti la sesta con Penati,</strong> poco adatta ad una campagna di affissione a cui la gente dedica qualche secondo… se non si trova in coda sul ponte della Ghisolfa e allora alto che sesta! <strong>Quindi se Penati pensa di colmare il divario con Formigoni con queste idee, credo che a cambiare debba essere lui… ..almeno agenzia!. </strong>Il Clandestino</p>
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		<title>REGIONALI CAMPANIA: CALDORO TENTA LA SCALATA ALLA PRESIDENZA, CASA, SANITA&#8217; E LAVORO LE PRIORITA&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 16:47:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigi crespi</dc:creator>
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Caldoro “il giovane”, capocordata della nuova generazione del Pdl campano di una spedizione che ha già lanciato la scalata a quello che da marzo sarà l’ex feudo di Antonio Bassolino. I sondaggi di Crespi Ricerche, per ora, danno il “nuovo” che “avanza” in vantaggio: 55% contro il 45 del candidato del centrosinistra, Vincenzo De Luca.
Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3967" title="CALDORO" src="http://luigicrespi.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/2010/02/CALDORO.jpg" alt="CALDORO" width="500" height="217" /></p>
<p style="text-align: justify;">Caldoro “il giovane”, capocordata della nuova generazione del Pdl campano di una spedizione che ha già lanciato la scalata a quello che da marzo sarà l’ex feudo di Antonio Bassolino. I sondaggi di Crespi Ricerche, per ora, danno <strong>il “nuovo” che “avanza” in vantaggio: 55% contro il 45 del candidato del centrosinistra, Vincenzo De Luca.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma anche in Campania, come normale che sia in questa fase della campagna elettorale, <strong>il partito degli indecisi, arroccato sul 28,2%, è la variabile che, alla fine, farà la differenza tra vincere e perdere</strong>. Con Stefano Caldoro il centrodestra scommette anche sull’età: 40 anni da poco compiuti contro i 62 del suo (probabile) avversario, Vincenzo De Luca.</p>
<p><span id="more-3966"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si è molto parlato di questa ondata di ringiovanimento, anche anagrafico, della politica con la sua candidatura… </strong>«Non limiterei il discorso al sottoscritto, ma lo allargherei a tutto il movimento nato intorno al Pdl campano.A quella nuova generazione, cioè, nata dall’opposizione al centrosinistra negli anni di Bassolino governatore. Un centrosinistra che, invece, è rimasto le‐ gato agli uomini della generazione precedente. In un certo senso si potrebbe dire sarà anche una sfida generazionale».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una sfida a cui si arriva dopo gli scossoni delle inchieste giudiziarie. Lei che idea si è fatto?</strong> «Sono un garantista e sarebbe un errore utilizzare l’arma delle inchieste come stru‐ mento di lotta politica. La scelta di fare un passo indietro, in assenza di una sentenza di condanna definitiva, deve essere lasciata ai singoli. In questo contesto ritengo che Cosentino abbia fatto un gesto di grande responsabilità che nessuno gli ha chiesto. Piuttosto altri dovrebbero essere i temi del confronto».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per esempio? </strong>«Per cominciare, il fatto che nell’ultimo anno la Campania ha registrato un calo del 2,8% della ricchezza, contro il ‐0,4% della Calabria e il ‐0,6% della Puglia. Dati che bastano per affermare che è in atto una vera e propria emergenza Campania nel Sud».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E quali pensa che siano le cause di questa situazione? </strong>«La mancanza di progettualità e l’indebita‐ mento accumulato negli anni, specie nella Sanità, e riversato nelle tasche dei cittadini campani che, fino al 2037, con le loro tasse, dovranno fronteggiare i mutui contratti per rientrare. In Campania si è raggiunto uno dei livelli più alti d’Italia per tasse pagate e indebitamento, mentre la qualità dei servizi è invece tra le peggiori del Paese malgrado gli alti costi».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sarebbero le priorità del suo mandato se dovesse essere eletto?</strong> «Le parole d’ordine sono tre: Sanità, casa e lavoro. Occorre riorganizzare il sistema, po‐ tenziando l’assistenza domiciliare. Molte patologie, specie quelle riguardanti gli anziani, potrebbero essere curate lasciando i pazienti a casa, in modo efficiente e certamente meno costoso».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E sulla casa?</strong> «La legge regionale va cambiata. Va rimessa in linea con la legge nazionale varata dal governo Berlusconi».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E arriviamo al lavoro… </strong>«La priorità è trasferire i fondi per la formazione dal “palazzo” al mondo del lavoro. Renderli cioè disponibili alle imprese, chiedendo conto del loro impiego e controllando i risultati, cioè il numero dei posti di lavoro prodotti».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se dovesse vincere le prossime regionali, sarebbe la prima volta di un socialista alla guida della Regione. Che effetto le fa?</strong> «La mia area di provenienza, di ispirazione “nenniana”, non è un mistero. Un’area il cui elettorato si è riconosciuto subito nella linea indicata da Berlusconi e nel suo progetto di costruire uno schieramento in grado di raccogliere e accogliere moderati, liberali e riformisti». Il Clandestino</p>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.crespiricerche.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=185&amp;Itemid=1" target="_blank"><span style="font-size: 10pt; color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>VAI ALLE TAVOLE</strong></span></span></a></div>
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		<title>LA LEGA VOLA ALL&#8217;11%, PER IL PDL E&#8217; SVANITO L&#8217;EFFETTO SOUVENIR &#8211; BERSANI AL 26%</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 16:44:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigi crespi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-3963  aligncenter" title="DADI" src="http://luigicrespi.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/2010/02/DADI.jpg" alt="DADI" width="500" height="375" /></p>
<p style="text-align: justify;">C’è una doppia chiave per leggere i dati del nostro ultimo sondaggio, quella dei partiti e quella del governo. Nel primo caso a vincere stracciando tutti le altre forze politiche è il partito di Umberto Bossi. <strong>Nel primo mese del nuovo anno la Lega Nord ha superato il record storico del 1996.</strong> Allora i leghisti correvano da soli contro Prodi e Berlusconi e colsero per la prima (e unica) volta le due cifre: 10,6%. <strong>Ora sono accreditati all’11%, un’enormità</strong>. Specie se si considera cosa significhi questa percentuale nelle regioni settentrionali.<span id="more-3962"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>PDL arretra ancora e scivola al 38%</strong>, ovvero la percentuale pre‐Tartaglia. L’effetto souvenir è svanito e il partito del premier stenta a svegliarsi dall’intorpidimento che lo ha caratterizzato anche nella definizione delle candidature alle elezioni regionali, in testa il caso Puglia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma se Berlusconi trova poche soddisfazioni dalla sua creatura, ha comunque di che consolarsi: la fiducia di cui gode tra gli italiani è altissima e stabilizzata al 61%.</strong> Il governo, 7 punti indietro, cresce comunque di un punto percentuale nell’ultima settimana.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, per l’opposizione c’è veramente poco da fare.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti<strong> Udc, Pd e Idv restano relegate al 32% con Bersani al 26%.</strong> Crescite e diminuzioni si traducono in travasi di voto che non intaccano il consenso delle forze di maggioranza. <strong>Un gioco a somma zero nel quale se il Pd passa dal 27,7% al 25,5%, l’Idv passa dal 6 al 6,2%</strong>. Roba da perdere la testa.</p>
<p style="text-align: justify;">E infatti dopo aver confermato l’alleanza, Di Pietro e Bersani litigano nuovamente: De Magistris (Idv) si mette di traverso rispetto alla candidatura di Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, a governatore della Campania.</p>
<p style="text-align: justify;">Il centro sinistra è diviso e rischia così di buttare al macero l’ultima residua speranza di confermare una regione in mano alla sinistra dopo la breve e lontana parentesi dell’aennino Antonio Rastrelli (1995‐1999).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A crescere è l’Udc, ma anche in questo caso ciò accade a scapito dell’Api di Francesco Rutelli.</strong> Con queste dinamiche non si capisce bene come farebbe a decollare la Kadima italiana, il cosiddetto Grande Centro di cui hanno parlato nelle settimane scorse alcuni sondaggisti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La parabola discendente di Bersani rilevata, a pochi mesi dall’elezione del segretario del Pd e alla vigilia delle elezioni regionali, un’ipoteca pesante che nessuno ha intenzione di rilevare, neppure in minima parte.</strong> <strong>Tantomeno Romano Prodi che, con fermezza, ha rifiutato di salvare il partito che ha fondato dalla crisi che è in corso a Bologna, la capitale economica, politica e morale del Partito democratico.</strong> Il Clandestino</p>
<p style="text-align: justify;"><span><span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.crespiricerche.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=184&amp;Itemid=1" target="_blank"><span style="color: #0000ff; font-size: x-small;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>VAI ALLE TAVOLE</strong></span></span></a></strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>REGIONALI: OGNUNO PER SE!</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 13:28:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigi crespi</dc:creator>
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Tutto nasce e si complica dopo l’inaspettato successo personale e politico di Nichi Vendola che, grazie alle primarie, è riuscito in un batter d’occhio a buttarsi alle spalle anni di malcostume e guai giudiziari consumati dentro la Regione Puglia.
Ma la politica italiana è talmente abituata ai colpi di teatro, che desta un po’ di stupore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-3955 aligncenter" title="CASINI_ARRABBIATO" src="http://luigicrespi.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/2010/01/CASINI_ARRABBIATO.jpg" alt="CASINI_ARRABBIATO" width="500" height="330" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tutto nasce e si complica dopo l’inaspettato successo personale e politico di Nichi Vendola che, grazie alle primarie, è riuscito in un batter d’occhio a buttarsi alle spalle anni di malcostume e guai giudiziari consumati dentro la Regione Puglia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma la politica italiana è talmente abituata ai colpi di teatro, che desta un po’ di stupore constatare che D’Alema e Casini stavolta l’hanno combinata talmente grossa che adesso il laboratorio politico pugliese tanto ambito sembra stare solo dentro la testa di quel fenomeno di Berlusconi.<span style="font-size: x-small;"><span id="more-3954"></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">La faccenda è straordinariamente grottesca, per non dire divertente. Il “padre nobile” del Pd e il Gran Cerimoniere dell’Udc si mettono in testa di sgonfiare l’ego spropositato di Nichi, ma la suggestiva visione viene interrotta clamorosamente dal populismo messiaco di Vendola che, con un fare più che berlusconiano, si reinventa come l’uomo nuovo, come il super‐reden‐ tore della terra di Fitto e Buttiglione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che Boccia fosse una partita persa in partenza lo sapevano anche i bambini, ma come è noto gli ex comunisti sono abituati a capire sempre dopo quello che gli osservatori e i cittadini intendono in un secondo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma fa niente, gli italiani si sono abituati anche a questo. Chiaramente il Cavaliere, che di teatro della politica se ne intende meglio di un Bersani qualsiasi, capisce all’istante che l’unico modo di contrastare la personalità e la forte leadership di Vendola è chiedere ai suoi (Fitto e “comitiva” di Arezzo compresi) di ammettere l’errore “Palese” e lavorare per un candidato forte intorno al quale possano convergere gli interessi sia del Pdl sia dell’Udc.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, in poche parole, chiede al povero Palese di farsi più in là e invita Casini a governare l’ansia da prestazione di quella signora per bene che è Adriana Poli Bortone. <strong>Il Gran Cerimoniere, però, dopo un’attenta ma scafatissima riflessione, decide di giocare in modo tattico: prima illude il Cavaliere mostrandosi più che interessato a trovare una soluzione comune, subito dopo chiede alla Poli Bortone di mantenere il punto, fare una piroetta e ritornare in pista. Meraviglioso</strong>!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A tal punto che, come d’incanto, il frastornato Palese ritorna in campo come candidato del Pdl.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Così pure l’ex sindaco di Lecce rimane al suo posto e tanti cari saluti a tutti. Peccato, però, che non si possa mandare già i titoli di cosa: Berlusconi è testardo, non ha nessuna intenzione di arrendersi alle trame di Fitto e Mantovano, e cadesse il cielo, promette che nel giro di qualche giorno, fino al termine di presentazione delle liste, troverà una soluzione in grado di poter competere al meglio con la candidatura di Vendola e fare di questo film un glorioso e intricato romanzo politico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’ostinazione di Silvio, del resto, è cosa nota, e basta affidarsi alle parole del suo più stretto collaboratore, Giorgio Stracquadanio, per comprendere che fine rischia di fare la disinvolta prepotenza della Poli Bortone: «Altro che valori del Mezzogiorno, qui siamo alla vanagloria con‐ tro la Puglia e contro il popolo del centrodestra. Tanto Io e niente Sud»</strong>. &#8211; Il Clandestino</p>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;"><strong> </strong></span></p>
<table style="width: 500px;" border="0" width="500" align="center">
<tbody>
<tr align="center" valign="middle">
<td><img class="alignnone" style="margin: 5px; width: 350px; height: 225px;" title="crespi_ricerche_puglia_29_01_2010.jpg" src="http://www.clandestinoweb.com/images/stories/111AAANUOVOCLANDESTINO/TAVOLE_POLITICA/CRESPI_TAVOLE/crespi_ricerche_puglia_29_01_2010.jpg" alt="crespi_ricerche_puglia_29_01_2010.jpg" width="350" height="225" align="middle" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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		<title>REGIONALI PUGLIA: &#8230; E SE VENDOLA VINCESSE ANCORA?</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 18:20:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigi crespi</dc:creator>
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Come volevasi dimostrare, i sondaggi danno ragione a chi dice che l’entrata in campo del “terzo forno”, con il dire di Casini, i rapporti di forza cambiano da così a così. Una cosa è il duopolio, un’altra cosa è triopolio. Visto che la terza candidatura è quella di Adriana Poli Bortone, il quadro è cambiato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-3949 aligncenter" title="VENDOLA" src="http://luigicrespi.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/2010/01/VENDOLA.jpg" alt="VENDOLA" width="500" height="384" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;"><strong>Come volevasi dimostrare, i sondaggi danno ragione a chi dice che l’entrata in campo del “terzo forno”, con il dire di Casini, i rapporti di forza cambiano da così a così.</strong> Una cosa è il duopolio, un’altra cosa è triopolio. Visto che la terza candidatura è quella di Adriana Poli Bortone, il quadro è cambiato per il governatore uscente, Nichi Vendola, e per il concorrente del Pdl, Rocco Palese. Essendo l’ex sindaco di Lecce un personaggio che viene dal mondo politico conservatore, ruba voti per sé a destra e favorisce, comunque, la sinistra a vincere. <strong>Mai e poi mai, potrebbe polarizzare il voto di sinistra, essendo Vendola un candidato che abbraccia a trecento sessanta gradi la sinistra riformista e quella massimalista. </strong><span id="more-3948"></span></span><span style="font-size: 10pt;">Per cui, Nichi Vendola è il candidato del terzetto favorito per tagliare per primo il traguardo delle elezioni regionali pugliesi. Avendo stravinto le primarie in quel modo, vince anche le secondarie alla grande.</span><span style="font-size: 10pt;">Allo stato dell’arte, la graduatoria in base ai sondaggi sarebbe la seguente: <strong>primo Nichi Vendola (42,0%), di‐ stanziato Rocco Palese (39,0%) e poi Poli Bortone (19%). Epperò, sono gli indecisi (22,9%) che hanno in mano abbastanza il destino della Puglia.</strong></span><span style="font-size: 10pt;">Potrebbero essere loro a decidere chi vincerà  tra  Vendola  e  Palese.</span><span style="font-size: 10pt;">Sebbene per Vendola basterebbe una minima quota di questi per stravincere, viceversa, per Palese la percentuale di indecisi, che si dovrebbe spostare, sarebbe di gran lunga maggiore. Il miracolo di San Rocco.</span><strong>Seppure gran parte degli indecisi votassero per APB non sarebbe in grado di vincere. A conforto del suo terzismo, c’è, però, il fatto che APB tira il 3,5% in più della coalizione che rappresenta (Udc più Io Sud): 15,5%.</strong><span style="font-size: 10pt;"><strong> </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;"><strong>Paradossalmente, Vendola fa pari e patta con la coalizione: 42% l’uno e 42% l’altra.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">La maglia nera è indossata da Rocco Palese che prende in percentuale una quota in‐ feriore a quella della coalizione: 42,3%; a conti fatti, il candidato presidente perde il 3,5%. </span></p>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;"> </span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;"><strong>Non ci sarebbe partita per Nichi Vendola, se la coalizione guidata dal Pdl si alleasse con l’Udc e Io Sud: 58,5% contro il 36,5%. Il che presupporrebbe il cam‐ bio di “cavallo” alla guida della coalizione berlusconiana.</strong></span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;"><strong> </strong>Un dato che, evidentemente, non è sfuggito al Cavaliere se ieri ha espresso il suo giudizio sulle candidature di Palese e Poli Bortone: si devono ritirare. </span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Se le percentuali fossero  pressoché  queste,  si  potreb‐ bero riaprire i giochi a svantaggio del governatore  uscente. </span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;"> Eppure,  Vendola, prima dello scontro con il suo concorrente interno, Francesco Boccia, lo davano  perdente.<strong> </strong></span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;"><strong>Per questo, Massimo D’Alema preoccupato di consegnare la Puglia nelle mani della destra, lanciò un Sos all’Udc e Casini lo raccolse a condizione che Emiliano e Boccia fosse lo sfidante del candidato della destra. Michele Emiliano avrebbe voluto che il Consiglio regionale approvasse una legge ad personam per potersi candi‐ dare, essendo sindaco di Bari. </strong>Motivo per cui, senza il varo del provvedimento, non avrebbe potuto scendere in campo. Per statuto regionale non è prevista la candidatura a presidente della Regione,ricoprendo la carica di sindaco. Di conseguenza, avrebbe dovuto dimettersi un mese prima da primo citta‐ dino, per optare per la candidatura di presidente della Puglia. </span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;">Avendo trovato di fronte a sé un muro, ha preferito ritornare, senza più alcuna velleità, nel Palazzo comunale, all’interno delle mura murattiane. Con le primarie, che hanno sortito su Vendola un effetto adrenalinico sorprendente, ha preso l’abbrivio e non lo ferma nessuno nella sua corsa. Tant’è un uomo solo al comando. Salvo che da tre si passi a due poli.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt;"> La  domanda  che  ci  si pone come mai il successo di Vendola, dopo le disavventure della sua giunta? <strong>E qui entra in ballo il “Berlusconi rosso”. Essendo un ottimo comunicatore, con le caratteristiche di affabulatore e imbo‐ nitore, ha rovesciato la situazione a proprio vantaggio, nascondendo sotto il tappeto il cattivo governo da lui presieduto. Per di più, ha sparato ad alzo zero sul quartiere generale, laddove era asserragliata la sinistra degli apparati di partito e quella del caviale e champagne!</strong></span> &#8211; <span style="font-size: 10pt;">Il Clandestino</span></div>
<div><a href="http://www.clandestinoweb.com/tavole/208121-crespi-ricerche-verso-le-regionali-in-puglia.html"><span style="font-size: 10pt; color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>VAI ALLE TAVOLE</strong></span></span></a></div>
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		<title>CRESPI RICERCHE: CRESCE BOSSI, CALANO PDL E PD &#8211; LA LISTA PANNELLA-BONINO SALE AL 3%</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 16:31:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luigi crespi</dc:creator>
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Ma se Berlusconi gode – sondaggio alla mano – di ottima salute, deve rilevarsi una novità sul fronte dei partiti: il partito del presidente del Consiglio cala di un punto e quasi di un punto cresce la Lega Nord.
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-3943  aligncenter" title="fibonacci" src="http://luigicrespi.clandestinoweb.com/wp-content/uploads/2010/01/fibonacci.jpg" alt="fibonacci" width="500" height="317" /></p>
<p>Ma se Berlusconi gode – sondaggio alla mano – di ottima salute, deve rilevarsi una novità sul fronte dei partiti: il partito del presidente del Consiglio cala di un punto e quasi di un punto cresce la Lega Nord.</p>
<p><strong>Non appare azzardato ipotizzare un travaso di voti interno alla coalizione di centro destra, solo che secondo questa rilevazione i leghisti dovrebbero aver infranto per la prima volta dal 1996 la soglia psicologica delle due cifre, attestandosi su un ragguardevole 10,5% che fa ben sperare Bossi per l’esito del voto nelle regioni settentrionali. Se il PDL ha i suoi grattacapi, il PD non ha motivi di gioire.<span id="more-3942"></span></strong></p>
<p>La politica dell’opposizione, come dimostrano tutti gli indicatori, non entusiasma gli italiani. Tutt’altro. E se il partito di Bersani cede quasi un punto, ad avvantaggiar‐ sene non sono né l’Udc né l’Idv ma… i Radicali!</p>
<p><strong>Già, la lista Pannella Bonino sfiora il 3% e guida la lista dei “piccoli” che crescono: Sinistra e Libertà, Comunisti e Alleanza per l’Italia sembrano essere i principali beneficiari dalla crisi del PD dopo le fughe dei cattolici e il duro colpo rappresentato dalla vittoria di Nichi Vendola.</strong></p>
<p>Ma ad agitare la politica sono anche le dichiarazioni del presidente della Conferenza episcopale italiana. <strong>Il cardinal Bagnasco, ha un «sogno»: quello di veder nascere in Italia una nuova generazione di politici cattolici. Lo ha detto lui stesso aprendo a Roma i lavori del Consiglio permanente della Cei, confessando ai vescovi italiani «un sogno, di quelli che si fanno ad occhi aperti e dicono una direzione verso cui preme andare».</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«<strong>Mentre incoraggiamo i cattolici impegnati in politica ad essere sempre coerenti con la fede che include ed eleva ogni istanza e valore veramente umani, vorrei ‐ ha spiegato ‐ che questa stagione contribuisse a far sorgere una generazione nuova di italiani e di cattolici che, pur nel travaglio della cultura odierna e attrezzandosi a stare sensatamente dentro ad essa, sentono la cosa pubblica come importante e alta, in quanto capace di segnare il destino di tutti».</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong> Insomma, il numero uno dei vescovi italiani ha suonato il campanello d’allarme alla politica. La Chiesa – insegnava Paolo VI – è esperta in Umanità. Chissà se i «politici cattolici» d’oggi se ne ricordano. Il Clandestino</p>
<p><a href="http://www.crespiricerche.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=179&amp;Itemid=1"><span style="color: #0000ff; font-size: x-small;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>VAI ALLE TAVOLE</strong></span></span></a></p>
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